USMIA Esercito, Marina e Guardia Costiera scrivono al Ministro della Difesa: proposta emendativa al “Decreto Sicurezza” per il riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale ai militari in uniforme
USMIA Esercito, Marina e Guardia Costiera hanno formalmente scritto al Ministro della Difesa per sottoporre una proposta emendativa al cosiddetto “Decreto Sicurezza”, finalizzata al riconoscimento espresso della qualifica di pubblico ufficiale al personale delle Forze Armate che opera in uniforme, nell’esercizio delle proprie funzioni, al di fuori delle infrastrutture militari.NSM è anche su Whatsapp
L’iniziativa nasce dall’esigenza di garantire una tutela giuridica chiara, certa e uniforme ai militari dell’Esercito, della Marina Militare e della Guardia Costiera che, quotidianamente, svolgono compiti istituzionali sul territorio nazionale e in ambito marittimo, tra cui servizi di guardia addestrative, interventi in caso di pubbliche calamità, operazioni di soccorso, concorso con altre Autorità dello Stato, nonché nei casi previsti dall’art. 732 del Codice dell’Ordinamento Militare, che impone l’obbligo di intervento e assistenza anche quando il militare sia libero dal servizio ma in uniforme.
USMIA ritiene ed evidenzia che il personale militare, nell’adempimento dei propri doveri e in conformità al giuramento prestato, realizza e garantisce interessi pubblici primari dello Stato, esercitando poteri autoritativi e, ove necessario, di esigenza e coazione. In tale contesto, la giurisprudenza di legittimità ha chiarito che la qualifica di pubblico ufficiale è connessa all’esercizio di una funzione pubblica disciplinata da norme di diritto pubblico e caratterizzata da poteri autoritativi o certificativi.
Alla luce di tali principi, USMIA Esercito, Marina e Guardia Costiera ritengono necessario che il Codice dell’Ordinamento Militare e la normativa primaria correlata prevedano e implementino, in modo espresso, la qualifica di pubblico ufficiale per il personale militare in uniforme che opera fuori dalle infrastrutture militari, analogamente a quanto già previsto per altre figure richiamate nel medesimo Codice e dunque in principio equitativo di merito e diritto.
La proposta emendativa trasmessa al Ministro prevede in particolare:
• il riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale, ai sensi dell’art. 357 c.p., al personale delle Forze Armate nell’assolvimento dei propri compiti istituzionali, anche nei casi di intervento ai sensi dell’art. 732 del Codice dell’Ordinamento Militare, con conseguenti aggravanti in caso di resistenza, minaccia o lesioni;
• l’attribuzione ai militari impiegati presso gli istituti penitenziari militari delle funzioni di “Agenti di polizia penitenziaria militare” e di pubblici ufficiali, con specifiche competenze in materia di custodia, sorveglianza, vigilanza, accompagnamento e perquisizione, nel rispetto delle garanzie previste dalla normativa vigente e della dignità della persona.
Con questa iniziativa, USMIA Esercito, Marina e Guardia Costiera intendono promuovere una riforma che rafforzi la tutela del personale militare, garantendo certezza del diritto e adeguate protezioni penali nei casi di violenza, minaccia o aggressione nei confronti dei militari impegnati in servizio o nell’adempimento dei propri doveri istituzionali.
Le Segreterie restano a disposizione delle competenti sedi istituzionali per ogni ulteriore approfondimento tecnico-giuridico e auspicano che la proposta possa essere oggetto di attenta valutazione in ambito governativo e parlamentare, nell’interesse della sicurezza dello Stato e della tutela delle donne e degli uomini in uniforme, contemperandone cosi’ i principi equitativi dei diritti connessi a quelli dei doveri prestati. Il Segretario Generale USMIA Esercito 1° Lgt. NITTI Leonardo Il Segretario Generale USMIA Marina e GC 1° Lgt. MANGIONE Roberto.