2 dicembre 2025 1° Lgt. in pensione Antonio Pistillo
La perequazione è il termine che identifica la rivalutazione dell’importo pensionistico legato all’inflazione.
In pratica si tratta di un meccanismo attraverso il quale l’importo delle pensioni viene adeguato all’aumento del costo della vita al fine di proteggere il potere d’acquisto del trattamento previdenziale.
Viene attuata ogni anno in via provvisoria in base all’indice FOI (indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi) registrato nei primi nove mesi dell’anno corrente e una stima di ottobre, novembre e dicembre, salvo conguaglio in base all’indice definitivo dell’anno.
Il decreto del 19 novembre 2025 ha fissato il tasso di adeguamento provvisorio da applicare alle pensioni da pagare dal 1° gennaio 2026 in misura pari all’1,4%. Avendo la manovra dello scorso anno ripristinato la rivalutazione ordinaria, dopo che negli ultimi 15 anni gli assegni erano stati adeguati con criteri meno favorevoli basati sull’intero trattamento lordo e con fasce perequative diverse e decrescenti all’aumentare della pensione, i trattamenti dal prossimo anno aumenteranno secondo il meccanismo degli scaglioni, cioè con un aumento “pieno”.

Nell’articolo pubblicato il 27 ottobre 2025 sono state inserite delle tabelle che indicavano i probabili aumenti dal 2026, quantificati proprio su un aggiornamento stimato del 1,4% e tenendo conto della minore tassazione in conseguenza della riduzione del secondo scaglione Irpef dal 35 al 33% che, pertanto, oggi sono reali.



Infine, si ritiene utile evidenziare che un adeguamento “pieno” non è cosa scontata visto il costo complessivo sul bilancio dello Stato, in quanto non è una spesa una tantum, ma un onere strutturale che si cumula annualmente.
Infatti, tutti i governi politici, negli ultimi 15 anni, hanno fatto cassa con le pensioni superiori a 4 volte il trattamento minimo anche in periodi di bassa inflazione (vedi articolo del 17 novembre 2025), modificando il meccanismo di rivalutazione delle pensioni che ha prodotto una perdita del potere di acquisto in modo permanente, in quanto determina una riduzione i cui effetti si dilatano indefinitamente. Lo specchio a seguire mostra quanto ha perso una pensione di 3.000 euro lordi dal 2011, per singola mensilità e per mancati introiti in 15 anni.
