27 ottobre 2025 1° Lgt. in pensione Antonio Pistillo

La bozza della prossima manovra, bollinata dalla Ragioneria Generale dello Stato, conferma, all’art. 2, la riduzione del secondo scaglione dal 35 al 33% fino a 50 mila euro di reddito annuo che riduce la tassazione a favore del ceto medio “allargato” (fino ai redditi di 200 mila euro). Una misura che si aggiunge alla prima parte della riforma fiscale che aveva previsto il passaggio da 4 a 3 aliquote Irpef, con un’aliquota del 23% fino a 28 mila euro di reddito.

Quindi, dal prossimo anno i trattamenti pensionistici beneficeranno di una minore tassazione, a cui va aggiunta la perequazione che è il meccanismo che consente di rivalutare le pensioni per adeguarle al costo della vita al fine di evitare una diminuzione del valore rispetto al momento della liquidazione originaria e così proteggere il potere di acquisto.

L’adeguamento delle pensioni avviene dal 1° gennaio di ogni anno in base all’indice FOI (indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi) fissato con D.M. dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. La manovra dell’anno scorso ha riportato in vigore la rivalutazione per scaglioni di importo dopo che per il 2023 e 2024 gli assegni erano stati adeguati con criteri meno favorevoli basati sull’intero trattamento lordo e con fasce perequative diverse, decrescenti all’aumentare della pensione.

Nella bozza della manovra pare che non ci sia una norma che modifichi quella vigente reintrodotta per il 2025, pertanto la perequazione del 2026 dovrebbe avvenire col criterio più favorevole degli scaglioni. Il tasso di rivalutazione provvisorio (sulla base del FOI di settembre e una stima di ottobre, novembre e dicembre) delle pensioni 2026 sarà stabilito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con D.M. che, di solito, viene pubblicato dopo la metà di novembre.

Solo in quel momento si conoscerà la percentuale di aggiornamento, ma visto che gli ultimi dati diffusi dall’Istat, col comunicato stampa del 16 ottobre, indicano che l’indice tendenziale FOI al mese di settembre è pari a +1,4%, è possibile presumere che l’adeguamento non si discosterà tanto da tale valore preso a riferimento per la predisposizione dei prospetti a seguire e, di conseguenza, gli importi indicati variare in un range tra lo 0,08 e lo 0,15%.

 

(*) a lordo delle addizionali (**) perequazione per scaglioni
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