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Per chi segue NSM e ha letto questo articolo, come promesso, vi proponiamo un aggiornamento.

Nel farlo ringraziamo il gentile lettore che ci sta facendo pervenire , passo dopo passo, l’iter da seguire per ottenere il TFS/TFR anticipatamente,  senza omettere ( almeno si spera) nessuno step burocratico.

Come dicevamo e come si può evincere dal titolo, l’Inps nel rispondere alla richiesta della quantificazione del TFR/TFS ( che ricordiamo essere un documento necessario da consegnare ad una banca, qualora intendiate chiedere  l’anticipo totale o parziale di quanto avete accumulato) presentata da un  nostro lettore , nella risposta fa sapere che l’importo verrà erogato secondo “la normativa vigente“. ma non ne indica  gli estremi. 

Di seguito la mail di risposta alla richiesta di quantificazione del TFR/TFS che ricordiamo, deve avvenire come descritto nel precedente articolo:

Gentile utente,
La informiamo che è in corso di definizione la pratica di TFS in oggetto, il cui importo verrà erogato nel rispetto dei termini di pagamento previsti dalla normativa vigente.
Pertanto, Le CHIEDIAMO DI COMUNICARE l’IBAN relativo al conto corrente sul quale accreditare l’importo della prestazione a Lei spettante, accedendo al servizio on-line SUGI (Sistema Unico Gestione IBAN) presente nel portale INPS.
Si raccomanda di fornire, con le stesse modalità, eventuali modifiche del codice IBAN intervenute prima del pagamento della prestazione.
Nel caso in cui l’IBAN sia già presente nella pratica registrata in SUGI e Lei non ritenga che sia da modificare, non dovrà procedere ad alcuna operazione. Si ricorda che la comunicazione dell’IBAN è obbligatoria anche in caso di richiesta di quantificazione TFS finalizzata al rilascio della certificazione per la cessione della prestazione.
Cordiali saluti

Quindi le domande che ogni dipendente pubblico dovrebbe porsi, sono due e sono le seguenti:

Quale sarebbe la normativa vigente?

Ebbene, considerando i tempi che corrono, abbiamo voluto affidarci all’Intelligenza Artificiale, che ci ha immediatamente fornito delle risposte:

Una legge di 14 anni fa, La legge n. 138 del 2011, convertita in legge n. 148 del 2011, Questa legge ha introdotto la possibilità di rateizzare e differire il pagamento del TFS/TFR, causando un certo “sequestro” dell’indennità per i dipendenti pubblici, in particolare per quelli che accedono alla pensione anticipata (come legge Fornero) o con Quota 100/102/103..

Che valore ha quindi la sentenza della Corte Costituzionale? Ma soprattutto, la Corte di Costituzionale, a cosa serve? Che potere ha? 

(AI) Non rispettare una sentenza della Corte costituzionale ha gravi conseguenze, sia per i singoli che per il sistema giuridico. Le sentenze della Corte costituzionale, in quanto emanate dal giudice supremo, sono vincolanti per tutti e, in Italia, la loro non osservanza può comportare conseguenze penali. 

Quindi , considerato che La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 130/2023 ( sono passati due anni), ha dichiarato anticostituzionale il differimento e la rateizzazione del pagamento del TFR/TFS per i dipendenti pubblici e che la stessa  Corte ha stabilito che tali disposizioni violano il principio della giusta retribuzione, sancito dall’articolo 36 della Costituzione, in particolare, il ritardo nel pagamento del TFR/TFS, inizialmente previsto come misura temporanea, è diventato una prassi strutturale, con conseguenze negative sui diritti dei lavoratori, è lecito chiedersi:

Perché l’Inps non rispetta la sentenza della Corte Costituzionale? Dal punto di vista penale, chi paga le conseguenze della non osservanza di una sentenza da parte di un Ente pubblico?  Vi lasciamo con questo interrogativo, considerando che malgrado siano cambiati diversi governi, in ambito Tfr Tfs non è cambiato sostanzialmente nulla!

Seguiranno ulteriori aggiornamenti

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