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Il Siulm Aeronautica fa sapere che nella base di Pratica di Mare è stato predisposto l’acquisto di gilet refrigeranti per mitigare lo stress termico del personale addetto al rifornimento degli aeromobili. Un intervento importante – sottolinea il sindacato – che  dimostra attenzione verso il personale, ma non risolve il problema dei mezzi militari costruiti negli anni ’90.  Di seguito il comunicato stampa.

Mentre in Parlamento si discute dei finanziamenti alla Difesa, c’è un’altra realtà che dovrebbe essere conosciuta. Forse qualcuno, poco informato, pensa che finanziare la Difesa significhi soltanto acquistare missili, armamenti e sistemi d’arma. Non è così.

Le risorse servono anche per acquistare e rinnovare i mezzi indispensabili a garantire ogni giorno l’operatività delle Forze Armate. La questione che abbiamo sollevato nasce a Pratica di Mare, dove il personale impiegato nel rifornimento degli aeromobili è costretto a lavorare, durante le giornate più calde, su autocisterne prive di climatizzazione.Ma la problematica non riguarda soltanto Pratica di Mare.

La stessa documentazione fornita dall’Amministrazione evidenzia che, ad eccezione di una recente acquisizione, la maggior parte delle autocisterne operative interessate è priva di climatizzazione fin dall’origine. E soprattutto emerge un dato che dovrebbe far riflettere: questi mezzi sono stati costruiti tra il 1996 e il 2000. Parliamo quindi di mezzi che oggi hanno circa 26-30 anni di servizio.

Questa non è una polemica contro chi lavora. Al contrario. È una battaglia per chi lavora.

Il SIULM ringrazia il Comando DASAS di Pratica di Mare per aver preso in carico la problematica e per le azioni intraprese a tutela del personale, compresa la decisione di procedere all’acquisto urgente di gilet refrigeranti per mitigare lo stress termico. È un intervento importante e dimostra attenzione verso il personale. Ma non è la soluzione definitiva. Un gilet refrigerante può ridurre temporaneamente gli effetti del caldo, ma non può ringiovanire un’autocisterna costruita negli anni ’90.

La stessa Amministrazione riconosce che l’installazione successiva di impianti di climatizzazione sui mezzi esistenti è resa estremamente complessa dai vincoli tecnici e normativi legati ai veicoli destinati al trasporto di carburante avio. Ed è proprio qui che arriviamo al punto. La soluzione strutturale probabilmente non è a Pratica di Mare. 

La soluzione passa dalle scelte di chi ha la responsabilità di finanziare, programmare e rinnovare lo Strumento Militare. Passa anche dal Parlamento.  Perché quando si parla di finanziamenti alla Difesa non si parla soltanto di missili. Si parla di autocisterne, mezzi logistici, manutenzione, sicurezza, infrastrutture e strumenti di lavoro.

Si parla della possibilità per un militare di svolgere il proprio compito con mezzi adeguati al 2026 e non con mezzi progettati e costruiti quando ancora si parlava di lire. Per questo diciamo con chiarezza:

CHI SI SCHIERA CONTRO I FINANZIAMENTI ALLA DIFESA DEVE SAPERE CHE STA ANCHE SCEGLIENDO SE GARANTIRE O MENO LE RISORSE NECESSARIE A RINNOVARE I MEZZI CON CUI I MILITARI LAVORANO OGNI GIORNO.

La Difesa non è fatta soltanto di missili. La Difesa è fatta di uomini, donne e mezzi. E chi serve il Paese merita di avere strumenti moderni, sicuri ed efficienti.

SIULM AERONAUTICA

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