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L’Esercito ha condannato il grave episodio , assicurando il proprio sostegno all’operato della Magistratura e la massima disponibilità nei confronti delle autorità inquirenti

MILANO – Un grave caso di cronaca scuote la prestigiosa Scuola Militare “Teulié” di Milano, storico istituto fondato nel 1802. Un insegnante civile di italiano di 48 anni è stato posto agli arresti domiciliari su ordine del gip . Le accuse nei suoi confronti sono pesantissime: violenza sessuale, concussione e maltrattamenti ai danni di almeno sette studenti, in una condotta illecita che andrebbe avanti dall’ottobre del 2024.

Il meccanismo del ricatto e la maturità

Secondo quanto emerso dalle indagini e da quanto riportato dai maggiori organi di stampa, il docente sfruttava il proprio ruolo di membro interno della Commissione per l’imminente esame di maturità per fare pressioni sui ragazzi. Il procuratore ha descritto un “quadro di costanti pressioni” e una forte “condizione di assoggettamento psichico” a cui erano sottoposti gli studenti.

Il professore imponeva un regime fatto di sopraffazioni, umiliazioni e manipolazioni. Gli allievi – liceali a ridosso della maggiore età che frequentano l’istituto con l’ambizione di intraprendere una carriera nelle forze armate – venivano esplicitamente minacciati di bocciatura o di forti ostacoli nel superamento dell’esame di Stato se non avessero assecondato le sue richieste (che lui definiva “propostine”).

I verbali delle testimonianze raccolte delineano uno schema ricorrente:

  • Le minacce velate: Un ragazzo ha raccontato di aver assecondato il professore perché, non andando molto bene a scuola, temeva che potesse venir meno il suo supporto scolastico portandolo alla bocciatura.

  • Soldi e favoritismi: Il docente offriva somme di denaro comprese tra i 100 e i 300 euro facendole passare per “regali”. In un caso, a un alunno sarebbe stato alzato il voto di un compito (che altrimenti sarebbe stato un 4) in cambio dei suoi favori.

  • Le richieste digitali: Il professore utilizzava la piattaforma Telegram per chiedere materiale esplicito, inviando messaggi del tipo “mi mandi una fotina?”.

  • Pressioni psicologiche: Alcuni studenti venivano persino manipolati con l’argomento della superstizione, sentendosi dire dal docente che erano stati colpiti dal “malocchio”.

L’avvio delle indagini e il tentativo di inquinare le prove

L’intera inchiesta è nata nel marzo scorso, quando uno degli allievi ha trovato il coraggio di confidarsi e denunciare i fatti ai propri superiori militari, che hanno immediatamente informato l’autorità giudiziaria. Da quel momento i Carabinieri della sezione di polizia giudiziaria hanno attivato anche delle intercettazioni.

Tuttavia, le attività di ascolto sono state bruscamente interrotte poiché il quarantottenne ha scoperto di essere indagato. Consapevole dell’indagine, l’uomo ha cercato di inquinare le prove contattando alcuni studenti per spingerli a mentire ai magistrati. Gli inquirenti stanno ora indagando per identificare i “non meglio precisati informatori” che avrebbero passato la soffiata al docente.

La ferma condanna dell’Esercito

L’Esercito Italiano ha preso immediatamente e fermamente le distanze dall’accaduto. In una nota ufficiale, la forza armata ha dichiarato di condannare “fermamente ogni forma di abuso, prevaricazione o comportamento contrario e incompatibile con i propri valori e con la propria missione istituzionale”. L’Esercito ha inoltre garantito il massimo supporto e la totale collaborazione alla magistratura per fare piena luce sulla vicenda, ribadendo la centralità storica ed educativa della scuola Teulié.

Nelle ultime ore, i Carabinieri e le pm del pool “vittime deboli” hanno ascoltato numerosi testimoni, tra cui colleghi docenti e ufficiali dell’istituto di Corso Italia. Il forte timore degli inquirenti è che il numero delle giovani vittime possa purtroppo allungarsi nei prossimi giorni.

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