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Autorizzazione per l’anno 2026 all’avvio di nuove missioni internazionali e proroga delle missioni e degli interventi di cooperazione allo sviluppo

Le Commissioni Affari Esteri e Difesa della Camera hanno avviato il 3 giugno l’esame delle deliberazioni con cui il Governo ha disposto la proroga delle missioni internazionali e degli interventi di cooperazione allo sviluppo per il 2026, oltre all’avvio di tre nuove missioni bilaterali.

I provvedimenti, approvati dal Consiglio dei ministri il 14 maggio e trasmessi alle Camere il successivo 19 maggio, prevedono la prosecuzione delle operazioni già in corso nei principali teatri di crisi e il rafforzamento della presenza italiana in alcune aree considerate strategiche per la sicurezza nazionale e internazionale.

Per il 2026 il Governo autorizza l’impiego massimo di 11.642 militari nei diversi scenari operativi, con una presenza media stimata di circa 7.500 unità. A questi si aggiungono 82 operatori della Polizia di Stato, 69 appartenenti alla Guardia di Finanza e un magistrato impegnato nelle missioni civili dell’Unione europea.

Il costo complessivo delle missioni internazionali e degli interventi di cooperazione allo sviluppo ammonta a circa 1,8 miliardi di euro, in lieve diminuzione rispetto al 2025. Le risorse finanzieranno sia le operazioni militari sia le iniziative di sostegno alla pace, alla stabilizzazione e all’assistenza umanitaria.

Tra le missioni che il Governo intende prorogare figurano quelle nei Balcani occidentali, in Ucraina, Libano, Iraq, Medio Oriente, Libia, Niger, Somalia e Mozambico, oltre alle operazioni navali nel Mediterraneo, nel Mar Rosso e nell’Oceano Indiano. Proseguiranno inoltre le attività nell’ambito della NATO, dell’ONU e dell’Unione europea, comprese le missioni di addestramento delle forze di sicurezza locali e i dispositivi di sorveglianza marittima e aerea.

La deliberazione prevede inoltre l’avvio di tre nuove missioni bilaterali. La prima riguarda l’Iraq, dove sarà dispiegato un contingente di 196 militari e cinque mezzi aerei per garantire continuità al supporto delle forze di sicurezza irachene dopo la riconfigurazione della coalizione internazionale contro il Daesh. La seconda missione interesserà la Somalia, con 45 militari impegnati in attività di cooperazione e assistenza strategica a tutela degli interessi italiani nel Corno d’Africa. La terza sarà affidata alla Guardia di Finanza in Tunisia e sarà finalizzata all’addestramento e al supporto della Garde Nationale Maritime nel settore della sicurezza marittima e del contrasto ai traffici illeciti.

Per le tre nuove missioni è previsto l’impiego complessivo di 263 unità di personale e uno stanziamento di circa 21,7 milioni di euro.

L’esame parlamentare proseguirà nelle prossime settimane e rappresenta il passaggio necessario per l’autorizzazione definitiva delle missioni e degli interventi di cooperazione che vedranno impegnata l’Italia nel corso del 2026.

FONTE TEMI CAMERA 

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