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Per la prima volta nella storia della rappresentanza sindacale militare italiana, migliaia di appartenenti alle Forze Armate e alle Forze di Polizia a ordinamento militare hanno manifestato insieme a Roma per chiedere migliori condizioni economiche, maggiori tutele e il riconoscimento della specificità del loro lavoro.

La manifestazione, svoltasi ieri, sabato 18 luglio nel centro della Capitale, ha visto sfilare personale di Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza. Il corteo è partito da Piazza della Repubblica per raggiungere Piazza dell’Esquilino ed è stato organizzato dalle sigle sindacali NSC (Nuovo Sindacato Carabinieri), SINAFI (Sindacato Nazionale Finanzieri), USAMI Aeronautica, ITAMIL (Esercito) e SILMM (Marina).

Una mobilitazione definita “storica”

Gli organizzatori hanno definito l’iniziativa una mobilitazione “storica”, sottolineando come sia la prima volta che tutte le principali componenti del comparto Difesa e Sicurezza si ritrovano unite in una manifestazione pubblica. Alla manifestazione si sono aggiunte altre sigle sindacali.

Il messaggio lanciato dai promotori è stato chiaro:

“Non manifestiamo contro le istituzioni, ma per ricordare che dietro ogni uniforme ci sono donne e uomini che chiedono rispetto.”

Secondo i sindacati, negli ultimi anni il potere d’acquisto degli stipendi è stato progressivamente eroso dall’inflazione, mentre il costo della vita è aumentato sensibilmente senza un adeguato incremento delle retribuzioni.

Le richieste dei sindacati

Al centro della protesta vi sono diverse rivendicazioni economiche e previdenziali.

Tra le principali richieste:

  • adeguamento degli stipendi all’inflazione;
  • rinnovi contrattuali ritenuti realmente valorizzanti;
  • riforma della previdenza complementare;
  • maggiore tutela per maternità e genitorialità;
  • interventi sugli alloggi di servizio;
  • migliori garanzie per la tutela legale del personale;
  • riconoscimento della specificità del lavoro militare.

I promotori denunciano inoltre il progressivo calo dell’attrattività della carriera militare, evidenziando una diminuzione delle domande di arruolamento che rischia di aggravare la carenza di organico e aumentare il carico di lavoro del personale già in servizio.

Il nodo del contratto

La manifestazione arriva pochi giorni dopo la firma del rinnovo contrattuale del comparto Difesa e Sicurezza.

Secondo i sindacati promotori, gli incrementi economici previsti risultano insufficienti a compensare la perdita del potere d’acquisto accumulata negli ultimi anni. Da qui la scelta di organizzare una manifestazione nazionale per chiedere un diverso approccio alle politiche salariali e previdenziali.

Una protesta senza sciopero

Essendo il personale militare soggetto a limitazioni previste dall’ordinamento, la mobilitazione non ha assunto la forma di uno sciopero.

Gli organizzatori hanno ribadito che la manifestazione è stata pienamente conforme alle norme che regolano il diritto di pubblica manifestazione del personale militare e che l’iniziativa aveva carattere apartitico, con l’obiettivo esclusivo di rappresentare le istanze del personale in uniforme.

I comunicati dei promotori

Nei comunicati diffusi nelle settimane precedenti alla manifestazione, le sigle sindacali hanno posto l’accento su alcuni concetti ricorrenti:

  • la perdita del potere d’acquisto degli stipendi;
  • il rischio di pensioni future significativamente inferiori alle retribuzioni percepite durante il servizio;
  • la necessità di investire sul personale per garantire la sicurezza nazionale;
  • il crescente disagio di molte famiglie dei militari.

Uno degli slogan più utilizzati è stato:

“La sicurezza dell’Italia passa anche dal rispetto di chi la garantisce ogni giorno.”

I video della manifestazione

Per approfondire e vedere le immagini del corteo:

Le reazioni della politica

Nelle ore immediatamente successive alla manifestazione non risultano prese di posizione ufficiali di rilievo da parte del Governo o dei principali leader dell’opposizione sulla protesta in sé. Le cronache si sono concentrate prevalentemente sul carattere inedito della mobilitazione e sulle rivendicazioni dei sindacati militari.

Nel dibattito politico precedente all’evento, alcune voci avevano interpretato la manifestazione come un segnale di forte malcontento verso la gestione delle politiche retributive e previdenziali del comparto Difesa e Sicurezza. Tra queste, l’ex deputato del Partito Democratico Davide Mattiello, in un intervento pubblicato su Il Fatto Quotidiano, ha definito la protesta un fatto politicamente significativo, sottolineando la scelta simbolica della data e il carattere inedito dell’iniziativa. Si tratta però di un’opinione personale e non di una posizione ufficiale di un partito.

Al momento, salvo eventuali dichiarazioni che dovessero arrivare nelle prossime ore, non emergono comunicati ufficiali di Governo, maggioranza o opposizioni direttamente dedicati alla manifestazione del 18 luglio.

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