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ROMA – Il Ministero della Difesa cambia passo nel rapporto con l’utenza. Con il Decreto Ministeriale del 15 giugno 2026, il Dicastero ha formalizzato l’adozione della nuova “Carta dei Servizi”, un documento che definisce in modo stringente gli standard qualitativi, le tempistiche di risposta e le responsabilità per una serie di prestazioni rivolte sia ai singoli cittadini che al settore industriale.

Il provvedimento, che aggiorna e sostituisce le direttive del 2021, si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione e semplificazione della Pubblica Amministrazione, integrandosi pienamente nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO).

Standard misurabili e “diritto di diffida”

La novità principale risiede nella trasparenza: per ogni servizio erogato, il Ministero ha fissato indicatori di performance chiari. La Carta non è solo un elenco di attività, ma un impegno formale: per ogni procedura viene infatti indicato l’organo competente a cui il cittadino può notificare una formale “diffida” qualora i tempi o gli standard di qualità non vengano rispettati.

I pilastri dell’iniziativa: dal supporto alle imprese al welfare

Il decreto disciplina 16 ambiti operativi, con iniziative mirate a rispondere a esigenze specifiche:

  • Il welfare per il personale in quiescenza e familiari: Una delle priorità del decreto è la semplificazione nel rilascio delle tessere mod. AT (destinate al personale in quiescenza, civile o militare) e mod. BT (per i familiari del personale in servizio o in quiescenza). Il decreto mappa dettagliatamente le competenze: se per il personale degli Organi Centrali il rilascio resta in capo a PERSOMIL e PERSOCIV, per il personale territoriale il compito è ora affidato in modo puntuale ai Comandi di residenza, agli Uffici Documentali (UDOC) o ai Comandi Legione (nel caso dell’Arma dei Carabinieri). L’obiettivo è eliminare il “rimbalzo” burocratico tra enti, garantendo al cittadino un referente certo.

  • Memoria storica e cultura: Per la consultazione di archivi e biblioteche di Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri, il Ministero garantisce tempi di risposta definiti (da 5 a 120 giorni). L’iniziativa tutela la ricerca: la consultazione per scopi di studio resta gratuita, mentre sono stati armonizzati i diritti di riproduzione per usi commerciali, con tariffe chiare consultabili tramite il portale pagoPA.

  • Supporto all’innovazione industriale: Le aziende del comparto Difesa vedono semplificati i processi di omologazione e qualificazione dei componenti critici (connettori, cavi speciali, microrelays). Il Ministero si impegna a emettere i certificati entro 30 giorni dal Test Report definitivo, offrendo alle aziende italiane una corsia preferenziale per competere sui mercati internazionali, dove la certificazione dello Stato rappresenta un bollino di eccellenza.

  • Servizi digitali per la memoria: È stata consolidata la “Banca Dati dei Caduti in Guerra”, accessibile via web sul portale istituzionale. Il servizio punta a un’accessibilità del 90% e tempi di risposta per le interrogazioni entro 10 giorni lavorativi, facilitando cittadini e associazioni nella ricerca storica.

Verso un’amministrazione reattiva

Il Ministero della Difesa punta così a superare la percezione di un’istituzione chiusa, trasformando il proprio apparato in un ecosistema di servizi monitorabili. Il monitoraggio della soddisfazione dell’utenza, che avverrà tramite questionari e indici di conformità, sarà la bussola che permetterà al Ministero di calibrare ulteriormente la qualità dell’offerta nei futuri aggiornamenti.

Con questo provvedimento, la Difesa conferma la volontà di dialogare con il Paese non solo come pilastro della sicurezza, ma come erogatore di servizi pubblici moderni, garantendo al cittadino e all’operatore economico strumenti legali e informativi sempre più vicini alle necessità quotidiane.Di seguito il Decreto integrale:

DECRETO

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