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"Quando si verifica una tragedia come quella avvenuta a Bologna è
comprensibile che si cerchino risposte immediate, ma trasformare i social
network in un'aula di tribunale è il modo peggiore per arrivare alla
verità". Lo afferma Fabio Conestà, segretario generale del Movimento
Sindacale Autonomo di Polizia (MOSAP), intervenendo sulla morte dell'uomo
deceduto durante un intervento delle forze dell'ordine nel quartiere
Pilastro.

"Dalle informazioni finora disponibili - spiega Conestà - gli operatori
sono intervenuti dopo diverse richieste di aiuto per una persona che stava
creando una situazione di grave pericolo e, contestualmente, è stato
attivato anche il personale sanitario. È indispensabile lasciare che siano
la magistratura e gli accertamenti tecnici a ricostruire con precisione
ogni fase dell'intervento, senza cedere a ricostruzioni parziali o emotive".

"Le immagini diffuse in rete - prosegue - mostrano solo alcuni frammenti di
quanto accaduto e non consentono di comprendere il contesto operativo nel
quale i poliziotti si sono trovati ad agire. Per questo sarà fondamentale
acquisire tutti gli elementi investigativi disponibili, comprese le
registrazioni delle bodycam e gli esiti degli esami medico-legali e
tossicologici, affinché si possa ricostruire la vicenda nella sua
interezza".

"Ogni intervento di polizia che coinvolge persone in forte stato di
agitazione presenta margini elevatissimi di rischio, sia per gli operatori
sia per il soggetto interessato. Per questo motivo chi indossa una divisa
ha diritto a essere giudicato sulla base di prove complete e non di pochi
secondi di video condivisi online. La ricerca della verità deve prevalere
sulla spettacolarizzazione e sulla condanna preventiva", conclude Conestà.

Fabio Conestà - segretario generale Mosap
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