PENSIONE COMPARTO SICUREZZA E DIFESA, DAL 2023 I REQUISITI POTREBBERO NON AUMENTARE

7 settembre 2021  1° Lgt. in pensione Antonio Pistillo
Nel precedente articolo del 7 ottobre 2020 sono state indicate, a seguito delle previsioni dell’ultimo scenario demografico Istat recepito nel 21° rapporto della Ragioneria generale dello Stato sull’andamento della spesa pensionistica, le stime dei nuovi requisiti per il diritto alla pensione di anzianità dal biennio 2023/24 in poi.


Nel 2018 il legislatore è intervenuto per sospendere il meccanismo di adeguamento fino al 2026, ma non ha riguardato i militari in quanto il loro sistema previdenziale non è stato ancora armonizzato alla legge Fornero che, pertanto, dal 2023 avrebbero dovuto lavorare 3 mesi in più, 3 in più dal 2025 e 2 in più dal 2027, sempre secondo le stime che potevano essere, però, modificate in sede consuntiva ogni biennio.


Il prossimo adeguamento, quindi, dovrebbe scattare il 1° gennaio 2023 ma, con tutta probabilità, l’impatto della pandemia influirà notevolmente anche sulla previdenza tanto che i requisiti per il diritto alla pensione potrebbero non variare per qualche anno.

Per il biennio 2020-2021 gli esperti Istat avevano stimato una crescita zero e per il biennio successivo una crescita di 3 mesi, ma le previsioni non potevano tenere conto della pandemia del Covid-19.

Con la pandemia, secondo i dati diffusi dall’Istat per l’anno 2020, l’aspettativa di vita è scesa di 14 mesi in tutta Italia. Il 1 gennaio 2023 si calcolerà la differenza tra la media dell’aumento delle attese di vita dopo i 65 anni nel biennio 2019-2020 rispetto all’aumento rilevato nel biennio 2017-2018.

Nel 2025, calcolando la differenza tra le aspettative di vita 2021-2022 e quelle del biennio 2019-2020 dovrebbe (si spera) risultare un aumento delle attese di vita, ma c’è da tenere conto dei 3 mesi di “credito” derivanti dalla caduta del 2020. In sintesi, probabilmente, sia il biennio 2023/4 che quello 2025/6 vedranno il requisito contributivo invariato che potrebbe aumentare solo a partire dal 1° gennaio 2027 se l’aspettativa di vita tornerà a crescere.

È opportuno sottolineare che bisogna aspettare i dati sull’aspettativa di vita per il 2021 che, presumibilmente, sarà in calo e dei prossimi anni per fare un’ipotesi sulla seconda metà della decade.

Nuove ondate di coronavirus da un lato, l’efficacia dei vaccini e il rimbalzo della natalità dall’altro, potrebbero incidere sugli scatti futuri.

Per quanto sopra, è, tuttavia, possibile ipotizzare quali potrebbero essere i nuovi requisiti per il diritto alla pensione di anzianità contributiva (solo contributi a prescindere dall’età) e col sistema della quota che sono indicati nelle tabelle in basso con decorrenza dal 2023, ma solo in caso di conferma del calo dell’aspettativa di vita anche per il 2021 e di riconferma di quelle precedentemente stimate dalla Ragioneria dello Stato dal 2027

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