Militare della Marina accusato di aver causato 30mila euro di danno ad una nave. Iniziato il processo

Rischia una condanna esemplare il militare della Marina accusato di  aver aperto il portello di ispezione centrale del «riduttore di dritta» gettando all’interno perni, bulloni e altri pezzi metallici, così da renderlo inefficiente e non riparabile in tempi brevi.

Secondo l’accusa, il danno si aggirerebbe attorno ai 30 mila euro. Era il 29 gennaio 2019, quando il marinaio avrebbe compiuto l’insano gesto. 


L’imputato, un sottocapo di terza classe della Marina Militare, svolgeva le mansioni di  motorista. Dovrà difendersi  dall’accusa di distruzione o sabotaggio di opere militari pluriaggravata. Durante la prima udienza di ieri, il pm del Tribunale Militare di Verona ha ascoltato i primi testimoni, tra i quali anche il comandante della flotta e il comandante della nave.

La Marina, a causa degli ingenti danni causati sulla nave,  fu costretta ad annullare tutte le operazioni militari. Il natante rimase fermo nell’Arsenale di La Spezia per circa 5 mesi. In caso di  condanna, il marinaio rischia dagli 8 ai 24 anni di reclusione.

Il processo  è stato rinviato al prossimo gennaio 2021.  


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