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Non ce l’ha fatta Marco Noviello, il giovane carabiniere di 26 anni colpito da un improvviso e grave malore mentre si trovava in servizio presso la caserma di Clusone, in provincia di Bergamo. Dopo quasi 48 ore di lotta tra la vita e la morte all’ospedale Papa Giovanni XXIII, il suo cuore ha cessato di battere, lasciando nello sconforto l’Arma dei Carabinieri, la comunità bergamasca e la sua città d’origine, Cava de’ Tirreni.

Il drammatico episodio si è verificato nella tarda mattinata di sabato 13 giugno. Il militare, in forza al Nucleo Radiomobile della Compagnia di Clusone da circa due mesi, era sceso nel garage della caserma per preparare la vettura di servizio prima dell’inizio del turno. Poco dopo, i colleghi lo hanno trovato riverso a terra, privo di sensi. Immediatamente sono scattate le operazioni di soccorso: i militari presenti hanno praticato le manovre di rianimazione utilizzando anche il defibrillatore semiautomatico in dotazione alla struttura.

Le tempestive cure hanno consentito di mantenere le funzioni vitali del giovane fino all’arrivo del personale sanitario e dell’elisoccorso, atterrato nel vicino campo sportivo. Trasportato in codice rosso all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, è stato ricoverato in condizioni gravissime, ma ogni tentativo dei medici di salvarlo si è rivelato vano.

Originario di Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, Noviello aveva scelto la Lombardia per costruire il proprio percorso professionale nell’Arma. Dopo circa quattro anni di servizio presso la stazione dei Carabinieri di Gandino, era stato recentemente assegnato al Nucleo Radiomobile di Clusone. Colleghi e superiori lo ricordano come un giovane militare esemplare, apprezzato per la serietà, la disponibilità e il forte senso del dovere.

Profondo il cordoglio espresso dal comandante della Compagnia Carabinieri di Clusone, Maurizio Guadalupi: «La sua improvvisa scomparsa lascia un vuoto immenso nell’Arma e nella nostra comunità. Marco era un giovane militare serio, disponibile, generoso e profondamente legato al senso del dovere. Il suo sorriso e il suo esempio continueranno a vivere nel ricordo dei colleghi e di tutti coloro che credono nei valori dell’Arma dei Carabinieri».

La notizia della sua morte ha suscitato commozione anche nella sua città natale. Il sindaco di Cava de’ Tirreni, Raffaele Giordano, ha parlato di «un giovane figlio della città» che aveva scelto di servire lo Stato con dedizione e spirito di sacrificio, esprimendo la vicinanza dell’intera comunità alla famiglia.

Noviello lascia i genitori Tonino e Rosa e il fratello. Prima di intraprendere la carriera militare aveva praticato a lungo la pallanuoto, coltivando la passione per lo sport in una famiglia molto conosciuta nel panorama bocciofilo campano. Numerosi i messaggi di vicinanza giunti dal mondo sportivo e associativo. Anche il Comitato Regionale Campania della Federazione Italiana Bocce ha espresso il proprio cordoglio, stringendosi attorno ai familiari in questo momento di immenso dolore.

Alle manifestazioni di cordoglio si è unito anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha espresso vicinanza alla famiglia del giovane carabiniere e all’intera Arma, colpita dalla perdita di un servitore dello Stato scomparso prematuramente durante il servizio.

I funerali saranno celebrati a Cava de’ Tirreni, dove la comunità si prepara a dare l’ultimo saluto a un ragazzo che aveva fatto dell’impegno, del senso di responsabilità e dell’amore per la divisa la propria missione di vita.

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