GIUSTIZIA, SAPPE: “DA MINISTRA CARTABIA IMPORTANTI SEGNALI: FONDAMENTALE RIPARTIRE DOPO LE VICENDE DI S.MARIA CAPUA VETERE PER DIFENDERE E TUTELARE ONORABILITA’ POLIZIA PENITENZIARIA”

Trovo nella relazione al Parlamento della Ministra della Giustizia Marta Cartabia su quel che è accaduto lo scorso anno nel carcere di S.Maria Capua Vetere importanti aspetti di cambiamento in ordine alla necessità di rivedere l’operatività della Polizia Penitenziaria e la gestione stessa delle carceri italiane”, commenta il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Donato Capece.

Non voglio entrare nel merito dell’indagine, ribadendo anche in questa occasione la massima fiducia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE (la prima e più rappresentativa Organizzazione dei Baschi Azzurri) nella Magistratura. Nell’assoluta convinzione dei capisaldi giuridici della presunzione d’innocenza e del carattere personale della responsabilità penale, che vale per tutti, sottolineo con forza che il Corpo di Polizia penitenziaria è una Istituzione sana.

E’ del tutto evidente che rendersi responsabili di comportamenti che sono non solo contrari alla nostra etica professionale ma addirittura illegali perchè violano le norme penali è assolutamente ingiustificabile, ma va con serenità ribadito che le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità in un contesto assai complicato”.

Per Capece “importante è sanare la grave carenza di sicurezza delle carceri italiane dovuta alla scarsa presenza di personale: aggressioni, colluttazioni, ferimenti contro il personale di Polizia Penitenziaria, cosi come le risse ed i tentati suicidi, sono purtroppo all’ordine degli giorno.

E’ quindi urgente colmare il “gap” tra la dotazione prevista e quella effettivamente in servizio, ben cinquemila unità in meno. Ma altrettanto fondamentali sono una nuova formazione ed un nuovo aggiornamento professionale per gli appartenenti al Corpo”.

Per il SAPPE “si deve prevedere un nuovo modello custodiale. E’ infatti grave che la recrudescenza degli eventi critici in carcere si è concretizzata proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria.

E per abbattere l’apatia e l’ozio nelle celle i detenuti, invece, dovrebbero essere messi nelle condizioni di lavorare, anche a favore delle comunità territoriali con impieghi in attività socialmente utili. Anche la gestione dei detenuti con problemi psichiatrici, che hanno invaso le carceri dopo la chiusura degli O.P.G. e fatto aumentare il numero degli evento critici, merita attenzione ed una urgente e compiuta risoluzione”.

Capece sollecita infine il Ministero della Giustizia ed il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a intervenire: “La situazione nelle nostre carceri, come attesta anche la relazione al Parlamento della Ministra Cartabia, resta allarmante ed i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione. E’ dunque evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziarie”.

Roma, 21 luglio 2021

Dott. Donato CAPECE – segretario generale SAPPE

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