Il generale dell'Esercito Italiano Franco Angioni durante il suo intervento al convegno ''1982-2012. Trent'anni di missioni all'estero'' nella sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma, 29 novembre 2012. ANSA/CLAUDIO PERI

“Non dobbiamo uscire dall’Afghanistan per paura, ma per mettere a frutto le esperienze, anche negative, di questi sedici anni di errori”. A sostenerlo, in questa intervista esclusiva concessa all’HuffPost, è il generale Franco Angioni, già comandante delle truppe terrestri Nato nel Sud Europa e del contingente italiano in Libano negli anni più duri della guerra civile che dilaniò il Paese dei Cedri.

L’Afghanistan così come l’Iraq c’insegnano – sottolinea Angioni – che lo strumento militare, anche quando si rivela necessario, non deve mai sostituire una strategia politica o surrogarla, perché quando è così, si producono solo disastri”.

Generale Angioni, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di rilanciare la presenza militare degli Usa in Afghanistan e si accinge a chiedere anche agli alleati di seguirlo su questa strada. Dobbiamo farlo anche noi?

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