Diffamò poliziotto sostenendo di avere la competenza sul territorio. Condannato per diffamazione il titolare di un recupero col carroattrezzi.

VERBANIA – 05-10-2020 — Il pm aveva chiesto che fosse assolto ma, per il giudice, è colpevole di diffamazione. S’è chiuso con una condanna a 600 euro e un risarcimento di 1.000 (oltre alle spese legali della parte civile) il processo a carico del meccanico D.D.A. .

Titolare di un’officina con carroattrezzi per il recupero dei mezzi incidentati tra il 2012 e il 2013 ebbe da dire con alcuni poliziotti della Stradale, lamentandosi perché nel territorio di sua competenza chiamavano a intervenire un collega-concorrente di Verbania. Protestò a voce, si sfogò anche col comandante della stazione dei carabinieri e, infine, chiese un appuntamento al comandante della Polstrada per esporre la situazione.

All’incontro era presente un altro poliziotto e il contenuto di quella protesta, messo nero su bianco in una lettera a uso interno, arrivò all’orecchio di colui che era stato indicato come l’autore dei presunti favoritismi. Questi lo denunciò, avviando il procedimento penale che, dopo varie traversie giuridiche tra cui il cambio del giudice e alla soglia della prescrizione, è arrivato a sentenza davanti al giudice di pace Silvia Terracciano.

Per il poliziotto, costituito parte civile con l’avvocato Elena Parsi, la diffamazione fu evidente e per i danni prodotti ha chiesto 5.000 euro di risarcimento, di cui 3.000 provvisionali. L’accusa ha invece riconosciuto la causa di non punibilità, sostenendo che in quel momento l’imputato stava esercitando un suo diritto.

Non c’era volontà diffamatoria – ha insistito l’avvocato difensore, Ferdinando Brocca – perché De Angelis, sentendosi nella ragione, aveva chiesto spiegazioni in via gerarchica a chi poteva dargliele. Tra queste tesi il giudice ha scelto quella della parte civile, condannandolo.

FONTE 24newsonline

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