GROSSETO — Profondo cordoglio nella comunità militare e cittadina per la scomparsa del colonnello pilota Vincenzo Sirico, già comandante del IV Stormo Caccia dell’Aeronautica Militare. Aveva 48 anni. Il suo ultimo incarico operativo era stato proprio a Grosseto, dove aveva guidato il reparto tra luglio 2024 e marzo 2025, prima di lasciare il comando per motivi di salute.
Originario di Padova, Sirico aveva maturato una lunga esperienza nell’Aeronautica Militare, passando anche dal Comando Squadra Aerea di Roma, dove aveva ricoperto il ruolo di capo ufficio addestramento. Un percorso professionale che lo aveva portato a ruoli di crescente responsabilità fino alla guida di uno degli Stormi più importanti per la difesa dello spazio aereo nazionale.NSM è ANCHE SU WHATSAPP E SU TELEGRAM
Durante la sua permanenza a Grosseto, Sirico si era distinto per professionalità e attenzione al personale, consolidando rapporti di stima sia all’interno della base sia con le istituzioni locali. Nel giorno del passaggio di consegne aveva parlato con orgoglio dell’incarico ricevuto, sottolineando l’importanza di guidare uno Stormo dalla lunga tradizione e ribadendo l’impegno condiviso per la sicurezza del Paese.
Proprio sotto il suo comando, il 23 febbraio 2025, due Eurofighter erano decollati dalla base “Baccarini” in seguito a un allarme bomba su un volo di linea internazionale partito da New York e diretto a Delhi. L’intervento di scramble, rapido e coordinato, rientra nelle attività di sorveglianza dell’Aeronautica e contribuì a ristabilire la sicurezza nei cieli in tempi brevi.
A metà marzo 2025, a causa dell’aggravarsi delle condizioni di salute, Sirico aveva lasciato l’incarico passando il comando al colonnello Dante Dentamaro. In quell’occasione, anche le istituzioni locali, tra cui il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, avevano espresso ringraziamento per il lavoro svolto e per la collaborazione con il territorio.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione all’interno del IV Stormo e nell’intera comunità militare. Colleghi, ufficiali e personale civile lo ricordano come un comandante competente, determinato e molto legato alla propria missione, capace in pochi mesi di lasciare un segno significativo nella vita operativa e umana della base grossetana.
