La Direzione degli Armamenti Navali del Ministero della Difesa (MoD) ha avviato la ricerca di una nave da rifornimento offshore (OSV) da impiegare nella sorveglianza e protezione delle infrastrutture sottomarine critiche (CUI).
Secondo quanto riportato da Janes Defence, una consultazione preliminare di mercato pubblicata lo scorso luglio dalla Direzione evidenziava l’esigenza di una “nave di rifornimento offshore di base” destinata alla “protezione delle infrastrutture sottomarine critiche”. Il valore stimato del contratto è di circa 50 milioni di euro (58 milioni di dollari).
Il documento precisa la necessità di acquisire dal mercato dell’usato un’unità navale idonea, che sarà successivamente riconfigurata come Unità Polivalente per la Sorveglianza della Dimensione Subacquea (UPDS).
Il principale compito operativo dell’OSV sarà il trasporto e l’impiego di veicoli sottomarini senza pilota (UUV), sia autonomi sia a controllo remoto. Per questo, la nave dovrà risultare “altamente flessibile e rapidamente riconfigurabile”, oltre ad essere stata costruita negli ultimi dieci anni.
Il Ministero della Difesa richiede che l’OSV sia consegnata alla Marina Militare entro la fine di febbraio 2026, o comunque entro 120 giorni dalla firma del contratto. Tutti i lavori di manutenzione, ammodernamento e modifica dovranno essere realizzati in Italia dal fornitore selezionato.
Tra i requisiti tecnici obbligatori figurano:
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sistema di posizionamento dinamico di precisione;
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ponte di lavoro idoneo a ospitare mezzi di soccorso sottomarini, con superficie minima di 2.560 m²;
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gru con capacità di sollevamento di 40 tonnellate e almeno 500 m di cavo;
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larghezza compresa tra 18 e 22 m;
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pescaggio inferiore a 7 m;
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lunghezza complessiva tra 75 e 110 m;
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autonomia di 4.000 miglia nautiche a una velocità di 11 nodi.