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Il Senato apre il dossier sul nuovo Servizio nazionale militare di volontari per la mobilitazione (SNM), il progetto contenuto nel DDL S.428, presentato in Senato il 21 dicembre 2022 da esponenti di Fratelli d’Italia guidati dal senatore Antonio Iannone. Potranno aderire al SNM anche militari in congedo, ma non solo.

La proposta punta a creare una forza di riserva organizzata su base regionale, composta da cittadini volontari addestrati e pronti a essere richiamati in caso di necessità operative, emergenze o esigenze strategiche della Difesa italiana.NSM   è  ANCHE  SU   WHATSAPP  E  SU  TELEGRAM

Una “riserva operativa” sul modello moderno

Il disegno di legge non reintroduce la leva obbligatoria abolita nel 2005, ma costruisce un sistema parallelo alle Forze Armate professionali. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere più flessibile lo strumento militare italiano, creando un bacino di personale civile addestrato da impiegare:

  • nella difesa del territorio nazionale
  • nelle emergenze
  • nel supporto logistico e operativo
  • nelle missioni all’estero
  • nelle attività di sicurezza e protezione

Nel testo si evidenzia come l’attuale modello professionale abbia garantito elevati standard operativi, ma come l’aumento degli impegni interni e internazionali abbia fatto emergere la necessità di ulteriori capacità di supporto rapidamente mobilitabili.

Chi potrà entrare nel nuovo SNM

Il Servizio nazionale militare sarà aperto a uomini e donne tra i 18 e i 60 anni.

Potranno fare domanda:

  • ex militari in congedo o nella riserva
  • cittadini che hanno svolto il servizio di leva prima della sospensione
  • ex volontari delle Forze Armate
  • civili in possesso dei requisiti previsti dai regolamenti delle singole Forze Armate

Prevista una selezione psico-fisica e attitudinale, seguita da corsi di formazione presso istituti militari di base e avanzati. Il reclutamento avverrà su base regionale, con reparti aggregati alle strutture già esistenti dell’Esercito e delle altre Forze Armate.

Addestramento annuale obbligatorio

Uno dei punti centrali del DDL riguarda la prontezza operativa. I volontari saranno richiamati ogni anno per cicli di addestramento tecnico-operativo. La mancata partecipazione a due richiami consecutivi senza giustificato motivo comporta la decadenza dal Servizio.

Il richiamo avverrà con convocazione tra il trentesimo e il quarto giorno precedente l’inizio dell’attività. Durante il periodo di servizio, i volontari saranno sottoposti alla disciplina militare.

Tutela del posto di lavoro e incentivi fiscali

Per incentivare l’adesione, il DDL introduce una serie di garanzie economiche e lavorative.

Per i dipendenti pubblici e privati:

  • mantenimento del posto di lavoro
  • conservazione del trattamento economico e previdenziale
  • copertura durante il richiamo

I datori di lavoro potranno beneficiare di incentivi fiscali proporzionati alle assenze dei dipendenti impegnati nel SNM.

Tutele anche per autonomi e professionisti:

  • agevolazioni fiscali
  • indennità per mancato reddito durante il servizio
  • fondo dedicato presso il Ministero del Lavoro

Per i volontari disoccupati è prevista un’indennità parametrata al grado di inquadramento.

Il nodo strategico

Il DDL si inserisce in un contesto internazionale segnato dal rafforzamento delle politiche di difesa in Europa e dalla crescente attenzione della NATO alla resilienza degli Stati membri. Il testo richiama inoltre l’articolo 52 della Costituzione, secondo cui “la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”.

La proposta si colloca nella tendenza di diversi Paesi europei a mantenere Forze Armate professionali affiancate da riserve volontarie territoriali addestrate e mobilitabili.

Iter parlamentare

Il DDL S.428 è stato assegnato nel febbraio 2023 alla Commissione Affari esteri e Difesa del Senato. Alla data del fascicolo, 24 maggio 2026, risulta ancora in attesa dell’avvio dell’esame.

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