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Un carabiniere in servizio in Sardegna rischia il licenziamento dopo una lunga vicenda amministrativa e disciplinare culminata con il rigetto del ricorso da parte del TAR Sardegna. La storia, riportata da Alghero Live, sta suscitando attenzione anche per il delicato contesto familiare del militare.

Secondo quanto riportato nell’articolo, il carabiniere sarebbe padre di un figlio con disabilità gravissima, invalido al 100%, situazione che avrebbe inciso profondamente sulla vita personale e lavorativa dell’uomo. Proprio per assistere il figlio, il militare avrebbe chiesto un trasferimento, ottenuto però soltanto dopo circa 17 mesi.

Al centro della vicenda vi è una valutazione professionale negativa ricevuta dal carabiniere durante il servizio. Da quella scheda caratteristica sarebbe poi derivato un procedimento destinato ad avere conseguenze molto pesanti, fino all’avvio dell’iter che potrebbe portare alla cessazione dal servizio per “scarso rendimento”.NSM   è  ANCHE  SU   WHATSAPP  E  SU  TELEGRAM

La difesa del militare sostiene che il giudizio espresso nei suoi confronti non avrebbe tenuto adeguatamente conto delle difficoltà personali e familiari affrontate in quel periodo. Secondo la ricostruzione riportata da Alghero Live, il carabiniere avrebbe inoltre ricevuto in seguito valutazioni positive da altri superiori, elemento che alimenterebbe dubbi sulla coerenza complessiva del percorso disciplinare.

Sul caso è intervenuto anche il Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC), attraverso il segretario generale regionale della Sardegna, Remo Giovanelli. Il sindacato avrebbe evidenziato come la vicenda ponga interrogativi importanti sia sulla gestione del personale sia sulla tutela dei militari con gravi carichi familiari.

Secondo NSC, la situazione assumerebbe un rilievo ancora maggiore alla luce della cronica carenza di organico che interessa l’Arma dei Carabinieri in molte realtà territoriali italiane. Una problematica che negli ultimi mesi è stata più volte evidenziata anche a livello nazionale.

L’articolo sottolinea inoltre come la difesa del carabiniere abbia già annunciato il ricorso al Consiglio di Stato, con l’obiettivo di ribaltare la decisione del TAR e fermare il possibile licenziamento.

La vicenda riapre così il dibattito sul rapporto tra disciplina militare, valutazioni professionali e tutela dei dipendenti che si trovano a gestire situazioni familiari particolarmente complesse, soprattutto quando coinvolgono figli con gravi disabilità.

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