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La vicenda giudiziaria che ha coinvolto Mario Roggero continua ad alimentare un acceso confronto nell’opinione pubblica. La condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per il gioielliere di Grinzane Cavour, accusato di aver ucciso due rapinatori durante un tentativo di rapina, ha aperto un ampio dibattito sul tema della legittima difesa, della sicurezza dei commercianti e dei limiti entro i quali un cittadino può reagire di fronte a una situazione di pericolo.

Le posizioni restano profondamente diverse: c’è chi ritiene la sentenza un’applicazione corretta della legge e chi, invece, considera la pena eccessivamente severa. In questo contesto si inserisce la testimonianza di chi, come Robertino Zancan, sostiene di conoscere direttamente la paura e la tensione vissute da chi si trova improvvisamente davanti a dei rapinatori.

Robertino Zancan: «Solo chi ha vissuto certe situazioni può capire»

Robertino Zancan, imprenditore orafo di Ponte di Nanto, nel Vicentino, è intervenuto sulla vicenda Roggero raccontando la propria esperienza personale. L’orafo ha subito negli anni diversi episodi criminali ai danni della propria attività e della propria famiglia, diventando uno dei volti più conosciuti nel dibattito sulla sicurezza dei commercianti.

Nel 2025 la sua azienda era stata nuovamente presa di mira da una banda di malviventi: secondo le ricostruzioni dell’epoca, Zancan aveva raggiunto il laboratorio dopo l’attivazione dell’allarme e aveva esploso alcuni colpi di pistola per mettere in fuga i rapinatori.

Nel suo intervento sul caso Roggero, Zancan ha raccontato anche alcuni episodi particolarmente drammatici legati alla propria storia personale, spiegando che, a suo giudizio, prima di esprimere un giudizio bisognerebbe conoscere cosa significhi vivere una rapina sulla propria pelle.

«Roggero aveva le costole rotte e gli fecero una sorta di roulette russa»

Tra le dichiarazioni più forti rilasciate da Zancan vi sono quelle relative alla rapina subita da Mario Roggero. L’imprenditore orafo ha riferito che, durante quell’episodio, Roggero sarebbe stato aggredito fisicamente dai rapinatori, riportando anche la frattura di alcune costole, e ha parlato di un momento di estrema paura vissuto dal gioielliere.

Zancan ha inoltre descritto una situazione nella quale, secondo il suo racconto, Roggero sarebbe stato sottoposto a una forma di intimidazione con la pistola, paragonata a una “roulette russa”, per evidenziare la pressione psicologica e il terrore che può vivere una vittima durante una rapina.

Si tratta di elementi raccontati da Zancan nel corso della sua intervista e che contribuiscono ad alimentare il confronto sul tema della legittima difesa e sulle conseguenze psicologiche subite dalle vittime di violenza.

La vicenda personale: «Minacciarono mia figlia di quattro anni»

Nel corso del suo intervento, Zancan ha ricordato anche un episodio vissuto dalla propria famiglia, raccontando di una rapina nella quale, secondo quanto riferito, i malviventi avrebbero minacciato la figlia di appena quattro anni con un coltello.

Un ricordo che, nelle parole dell’orafo vicentino, rappresenta uno degli aspetti più dolorosi della sua esperienza: non soltanto il danno economico subito dall’attività, ma soprattutto il trauma lasciato dalle minacce rivolte ai propri familiari.

Zancan sostiene che proprio esperienze di questo tipo debbano essere considerate quando si discute di reazioni da parte di chi si trova improvvisamente davanti a persone armate e violente.

Il dibattito sulla legittima difesa

Il caso Roggero ha riportato al centro dell’attenzione il tema dei confini della legittima difesa e del rapporto tra tutela delle vittime e rispetto delle norme penali.

Per Zancan la questione nasce prima ancora del momento della reazione: riguarda la condizione psicologica di chi vive anni di paura, dopo aver subito rapine e aggressioni, e si trova nuovamente davanti a una minaccia.

La sua posizione è quindi quella di chi chiede di valutare ogni vicenda considerando anche il contesto umano nel quale maturano determinate reazioni.

Di seguito pubblichiamo il video dell’intervista realizzata da Televicenza, nella quale Robertino Zancan racconta la propria esperienza e le sue considerazioni sul caso Mario Roggero.

VIDEO: intervista completa a Robertino Zancan – Televicenza

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