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Vi siete mai chiesti come funziona il sistema militare cinese? Proviamo a spiegarlo in questo articolo

Iniziamo dal trattamento economico e il welfare.I militari cinesi non si riducono a una semplice busta paga, ma poggiano su un sistema strutturato di tutele indirette. Le stime open-source indicano che le retribuzioni variano dai 1.000–2.000 RMB mensili percepiti dai coscritti fino a oltre 30.000 RMB per i generali, passando per i sottufficiali (5.000–16.000 RMB) e gli ufficiali (7.000–25.000 RMB).

Tali cifre vanno rapportate al salario medio delle unità urbane cinesi, pari a circa 129.441 RMB annui per il settore non privato e 71.590 RMB per quello privato. Il vero valore della carriera militare risiede nelle prestazioni non monetarie: alloggi di servizio, assistenza sanitaria estesa alla famiglia, agevolazioni scolastiche per i figli e un sistema previdenziale e di reinserimento protetto per i veterani. Il sistema non prevede tredicesima, quattordicesima, TFR o TFS tradizionali, ma si fonda su livelli retributivi indipendenti dal grado e su ampie tutele assistenziali.

L’età di arruolamento e i limiti di età per il congedo e il passaggio alla pensione nel sistema delle Forze Armate cinesi (PLA) variano in base al ruolo, al grado e al tipo di contratto:

Età di arruolamento

  • Coscritti: L’età minima per la leva obbligatoria è di 18 anni. Per gli studenti universitari o i neo-laureati che si arruolano volontariamente su chiamata di leva, il limite di età sale solitamente fino a 22 o 24 anni (per favorire l’ingresso di personale con un livello di istruzione superiore).

  • Ufficiali e Cadetti: I giovani che accedono direttamente alle accademie militari (dopo la scuola secondaria superiore) entrano solitamente intorno ai 18-20 anni.

Età di congedo e limiti di servizio (Pensione) Nel PLA non esiste un’unica età pensionabile fissa per tutti, ma limiti di età massimi di servizio attivo stabiliti per legge in base al grado e alla posizione:

  • Coscritti: Prestano un servizio obbligatorio della durata fissa di 2 anni. Al termine, possono congedarsi oppure transitare nel servizio volontario.

  • Sottufficiali (NCO): La permanenza varia in base ai livelli di carriera (fino a 7 gradi). I sottufficiali con maggiore anzianità possono prestare servizio continuativo fino a un massimo di circa 30 anni di servizio complessivo o al raggiungimento dei limiti di età previsti per il loro livello (generalmente intorno ai 45-50 anni).

  • Ufficiali inferiori e superiori: I limiti massimi di età per rimanere in servizio attivo crescono con il grado:

    • Capitani e Maggiori: Intorno ai 45-50 anni.

    • Colonnelli e Senior Colonel: Intorno ai 52-55 anni.

  • Generali e Alti Ufficiali:

    • I generali di corpo d’armata o comandanti di teatro operativo possono arrivare fino a 63-65 anni. Per i vertici assoluti della Commissione Militare Centrale o del partito, in via eccezionale, i vincoli d’età possono subire deroghe politiche.

Al superamento di questi limiti d’età o degli anni massimi di servizio, il personale viene collocato in congedo e inserito nel sistema di protezione, pensione e reinserimento lavorativo gestito dal Ministero degli Affari dei Veterani.

Lo scenario strategico di Taiwan rappresenta il principale motore operativo di questa modernizzazione. La separazione dell’isola risale al 1949, anno in cui il governo del Kuomintang si ritirò a Taipei dopo la fine della guerra civile cinese. Pechino considera la riunificazione una missione storica imprescindibile, e la prospettiva di un conflitto ad alta intensità ha spinto il People’s Liberation Army (PLA) a sviluppare avanzate capacità di combattimento congiunto, che includono superiorità aeronavale, guerra elettronica, cyberwarfare e operazioni anfibie.

Dalla guerra civile alla superpotenza militare

Le Forze Armate della Repubblica Popolare Cinese rappresentano oggi uno degli strumenti militari più importanti del pianeta. La trasformazione è stata radicale: dalla forza rivoluzionaria nata negli anni Venti, inizialmente basata prevalentemente sulla fanteria e caratterizzata da una forte componente politico-ideologica, la Cina è arrivata a costruire una struttura militare tecnologicamente avanzata, dotata di portaerei, sottomarini nucleari, missili balistici intercontinentali, capacità spaziali e cyber, aviazione moderna e una componente nucleare in rapida evoluzione.

La trasformazione dell’Esercito Popolare di Liberazione, il People’s Liberation Army (PLA), è stata parallela alla crescita economica della Repubblica Popolare. Dopo le riforme economiche iniziate alla fine degli anni Settanta, Pechino ha progressivamente spostato l’attenzione da una forza basata soprattutto sulla massa degli uomini a una struttura più piccola, tecnologica, professionale e capace di operare congiuntamente nei domini terrestre, marittimo, aereo, spaziale, cibernetico ed elettromagnetico. Il processo di riduzione ha portato il personale attivo del PLA intorno ai 2 milioni di militari.

La Cina non è quindi più semplicemente una grande potenza militare asiatica: è diventata una superpotenza militare globale, con capacità di proiezione sempre più lontane dai propri confini.

La storia del PLA affonda le proprie radici nella rivolta di Nanchang del 1° agosto 1927, considerata dalla Cina comunista l’atto fondativo delle proprie forze armate. Il movimento comunista costruì progressivamente un esercito rivoluzionario che avrebbe combattuto contro il Kuomintang durante la guerra civile cinese e contro il Giappone durante la Seconda guerra mondiale.

Il 1° ottobre 1949, Mao Zedong proclamò la nascita della Repubblica Popolare Cinese. Il nuovo Stato ereditò un esercito enorme ma ancora lontano dagli standard delle grandi potenze industriali.

La guerra di Corea, dal 1950 al 1953, rappresentò una delle prime grandi prove del nuovo esercito cinese. Successivamente il PLA attraversò diverse fasi: la collaborazione con l’Unione Sovietica, la rottura sino-sovietica, le turbolenze della Rivoluzione culturale e una progressiva professionalizzazione.

Dopo il 1978-1979, con Deng Xiaoping e l’apertura economica cinese, la modernizzazione militare assunse una direzione completamente diversa. Pechino iniziò a privilegiare qualità, tecnologia, mobilità, comunicazioni, precisione e professionalizzazione.

Il governo cinese stesso descrive questa trasformazione come il passaggio da un esercito prevalentemente numerico a una forza sempre più tecnologica e informatizzata.

La grande riforma dell’epoca di Xi Jinping ha ulteriormente modificato la struttura del PLA. Sono stati ridotti gli organici, riorganizzati i comandi e introdotto un sistema nel quale la Commissione Militare Centrale esercita il comando generale, mentre i cinque Theater Commands sono responsabili della conduzione delle operazioni e i singoli servizi dello sviluppo delle rispettive capacità.

Chi comanda le Forze Armate cinesi?

Qui si trova una delle differenze fondamentali rispetto a molti ordinamenti occidentali. Le Forze Armate cinesi non sono subordinate al governo civile nel senso occidentale del termine. La Costituzione e la legislazione cinese stabiliscono che le forze armate sono guidate dal Partito Comunista Cinese e che la Commissione Militare Centrale esercita il comando unificato. La Legge sulla Difesa Nazionale stabilisce espressamente che le forze armate appartengono al popolo ma sono guidate dal Partito Comunista. 

Al vertice c’è il presidente della Central Military Commission (CMC).

La particolarità è che il presidente della CMC non riceve un grado militare: è la funzione politica a determinare la sua posizione. Nel settembre 2026 la situazione della leadership militare cinese è peraltro particolarmente anomala. Dopo le epurazioni degli ultimi anni e la rimozione formale, nell’agosto 2026, dei generali Zhang Youxia e Liu Zhenli, la CMC statale risulta ridotta a soli due membri attivi: Xi Jinping e il vicepresidente Zhang Shengmin, secondo le informazioni disponibili più recenti.

Il dato è significativo anche dal punto di vista politico: dimostra quanto il controllo del Partito sull’apparato militare sia considerato da Xi una questione essenziale.

Le Forze Armate cinesi non sono soltanto il PLA

La legislazione cinese individua tre componenti fondamentali:

  • People’s Liberation Army;

  • People’s Armed Police;

  • Milizia.

La legge sul servizio militare distingue inoltre servizio attivo e riserva. Il sistema combina quindi coscrizione, personale volontario/professionale, riserva e milizia.

1. People’s Liberation Army È la principale forza militare dello Stato. Dal 2024 la struttura comprende:

Quattro Forze

  • PLA Ground Force – Esercito;

  • PLA Navy (PLAN) – Marina;

  • PLA Air Force (PLAAF) – Aeronautica;

  • PLA Rocket Force (PLARF) – Forza missilistica.

Quattro Arms

  • Aerospace Force – Forza spaziale;

  • Cyberspace Force – Forza cibernetica;

  • Information Support Force – Forza di supporto informativo;

  • Joint Logistic Support Force – Forza di supporto logistico congiunto.

Questa riorganizzazione è stata ufficialmente annunciata nell’aprile 2024, con la contestuale abolizione della precedente Strategic Support Force.

È una struttura che rivela molto della concezione cinese della guerra moderna: non soltanto carri armati, navi e aerei, ma anche satelliti, dati, cyberwarfare, comunicazioni, intelligenza artificiale, guerra elettronica e logistica.

L’Esercito: la componente terrestre Il PLA Ground Force rimane numericamente la componente più importante, anche se la Cina ha ridotto considerevolmente il peso dell’esercito rispetto al passato.

Le vecchie grandi formazioni territoriali sono state sostituite da una struttura più orientata alla guerra congiunta.

Le unità possono comprendere:

  • brigate corazzate;

  • brigate meccanizzate;

  • unità di artiglieria;

  • difesa aerea;

  • aviazione dell’esercito;

  • forze aviotrasportate;

  • unità di ricognizione;

  • forze speciali;

  • guerra elettronica;

  • unità di supporto logistico.

La tendenza è quella di costruire unità più piccole, modulari e rapidamente trasferibili.

La Marina: da forza costiera a potenza oceanica La PLAN è probabilmente il settore nel quale la trasformazione cinese è più evidente.

La Cina è passata da una marina prevalentemente costiera a una forza capace di operare nell’Oceano Indiano, nel Pacifico occidentale e in altre aree lontane dalla madrepatria.

La flotta comprende:

  • portaerei;

  • cacciatorpediniere;

  • fregate;

  • corvette;

  • sottomarini convenzionali;

  • sottomarini nucleari;

  • sottomarini lanciamissili balistici;

  • aviazione navale;

  • Marine Corps;

  • unità speciali.

Il risultato è una marina che non deve più soltanto difendere le coste cinesi, ma può contribuire alla protezione delle rotte commerciali e degli interessi cinesi oltremare.

L’Aeronautica La PLAAF costituisce una delle più importanti forze aeree del mondo.

Il suo sviluppo non riguarda più soltanto la difesa dello spazio aereo nazionale.

Il concetto cinese comprende:

  • superiorità aerea;

  • bombardamento a lungo raggio;

  • guerra elettronica;

  • intelligence;

  • early warning;

  • trasporto strategico;

  • rifornimento in volo;

  • capacità spaziali e aerospaziali;

  • droni;

  • operazioni congiunte con Marina e Rocket Force.

La trasformazione dell’aviazione cinese è uno degli elementi che ha contribuito maggiormente a modificare l’equilibrio strategico nell’Asia-Pacifico.

La Rocket Force: il braccio missilistico della Cina La PLA Rocket Force è una componente estremamente particolare.

Gestisce forze missilistiche convenzionali e nucleari ed è uno degli strumenti principali della deterrenza strategica cinese.

La sua importanza è enorme perché consente a Pechino di colpire obiettivi a grandissima distanza senza dover necessariamente impegnare forze navali o aeree.

La Rocket Force è stata però coinvolta negli ultimi anni nella grande campagna anticorruzione che ha investito l’apparato militare cinese.

Come sono gestite le armi nucleari? Questo è uno degli aspetti più interessanti.

La Cina dispone oggi di una vera triade nucleare:

  • missili balistici terrestri;

  • missili balistici lanciati da sottomarini;

  • capacità aerea strategica.

Nel 2025 la Cina ha mostrato pubblicamente per la prima volta durante la parata militare le tre componenti della propria triade nucleare.

Secondo una stima del Bulletin of the Atomic Scientists, nel 2026 la Cina possiede circa 620 testate nucleari, anche se la cifra non è ufficiale e resta una stima.

Pechino sostiene ufficialmente una politica di no first use, cioè di non primo impiego dell’arma nucleare.

Ma la caratteristica forse più importante riguarda il comando.

La Cina afferma che il comando delle forze nucleari è altamente centralizzato e che l’impiego deve avvenire secondo gli ordini della Commissione Militare Centrale. La stessa documentazione ufficiale afferma che esistono procedure e misure tecniche per impedire lanci accidentali o non autorizzati.

Questo significa che il militare della Rocket Force non dispone di un’autonomia analoga a quella di un reparto convenzionale nell’impiego dell’arma nucleare.

Il sistema dei gradi Il sistema degli ufficiali cinesi comprende 10 gradi divisi in tre categorie:

  • Generali: Generale, Tenente generale, Maggior generale.

  • Ufficiali superiori: Senior Colonel (大校), Colonnello, Tenente colonnello, Maggiore.

  • Ufficiali inferiori: Capitano, Tenente, Sottotenente.

Una particolarità cinese è che grado, incarico e livello retributivo non sono la stessa cosa.

La riforma del sistema degli ufficiali ha infatti introdotto tre dimensioni:

  • grado militare;

  • livello della posizione/incarico;

  • livello di trattamento economico.

Il sistema retributivo degli ufficiali comprende 19 livelli di trattamento, dal livello 1 al livello 19. Il grado costituisce il riferimento principale, ma il trattamento può crescere anche senza una promozione immediata di grado.

Questa è una differenza fondamentale rispetto all’idea semplicistica secondo cui “un grado = uno stipendio”.

I sottufficiali Il sistema dei militari non ufficiali comprende sette gradi, suddivisi in tre categorie:

  • Junior NCO: Corporal, Sergeant.

  • Intermediate NCO: Sergeant Second Class, Sergeant First Class.

  • Senior NCO: Master Sergeant Third Class, Master Sergeant Second Class, Master Sergeant First Class.

Quest’ultimo rappresenta il vertice della carriera dei militari non ufficiali.

Il sistema è particolarmente importante perché la modernizzazione cinese ha cercato di trasferire una parte delle competenze prima concentrate sugli ufficiali verso il corpo dei sottufficiali.

Quanto guadagna un militare cinese? Qui occorre fare molta attenzione.

La Cina non pubblica una tabella retributiva completa e aggiornata, equivalente alle tabelle stipendiali delle Forze Armate italiane o statunitensi.

Esistono quindi moltissime tabelle su internet con cifre apparentemente precise, ma non tutte sono verificabili.

La legge stabilisce comunque chiaramente che:

  • gli ufficiali ricevono uno stipendio;

  • i militari professionali ricevono uno stipendio;

  • i coscritti ricevono invece un trattamento economico di mantenimento;

  • esistono indennità e sussidi;

  • il trattamento viene collegato a grado, incarico e condizioni di servizio.

Una stima prudente Le fonti open-source disponibili consentono di delineare soltanto fasce indicative, non una tabella ufficiale.

  • Coscritti: Circa 1.000–2.000 RMB di indennità/trattamento di base.

  • NCO iniziali: Circa 5.000–7.000 RMB.

  • NCO intermedi: Circa 7.000–10.000 RMB.

  • NCO superiori: Circa 10.000–16.000+ RMB.

  • Giovani ufficiali: Circa 7.000–10.000 RMB.

  • Capitano: Circa 9.000–13.000 RMB.

  • Maggiore: Circa 11.000–16.000 RMB.

  • Tenente colonnello: Circa 14.000–20.000 RMB.

  • Colonnello: Circa 17.000–25.000 RMB.

  • Senior Colonel: Circa 20.000–30.000 RMB.

  • Generali superiori: Oltre 30.000 RMB, con forti variazioni.

Queste cifre non devono essere presentate come una tabella ufficiale del Ministero della Difesa cinese.

Le fonti specialistiche hanno riportato casi di ufficiali con redditi molto più elevati, arrivando in alcune testimonianze open-source a oltre 5.000 euro mensili, ma non esiste una tabella pubblica che consenta di trasformare questi dati in uno stipendio certo per ogni grado.

Per un articolo giornalistico è quindi più corretto parlare di fasce retributive indicative.

Il confronto con lo stipendio della popolazione Questo confronto è molto interessante.

Nel 2025 lo stipendio medio annuo nelle unità urbane non private cinesi è stato di 129.441 RMB, pari a circa 10.787 RMB mensili. Nelle unità private urbane la media è stata di 71.590 RMB, circa 5.966 RMB al mese.

Il reddito disponibile pro capite medio nazionale è stato invece di 43.377 RMB annui, mentre quello urbano è stato di 56.502 RMB e quello rurale di 24.456 RMB.

Questo permette di capire un elemento fondamentale.

Un militare cinese non deve essere necessariamente confrontato con lo stipendio lordo di un lavoratore occidentale.

Una parte consistente del suo trattamento è costituita da prestazioni non monetarie:

  • alloggio o sistemazione militare;

  • vitto;

  • assistenza sanitaria;

  • assicurazioni;

  • trattamento familiare;

  • agevolazioni scolastiche;

  • pensione;

  • indennità per condizioni particolari;

  • trattamento privilegiato per missioni e zone disagiate.

Di conseguenza, uno stipendio monetario apparentemente non elevatissimo può avere un valore reale maggiore rispetto alla semplice cifra riportata sul cedolino.

Esiste un tetto stipendiale? Non risulta pubblicamente disponibile un “tetto stipendiale” unico espresso in yuan applicabile indistintamente a tutto il PLA.

Il sistema è costruito diversamente.

Il trattamento degli ufficiali dipende da: grado + posizione + livello di trattamento + anzianità + indennità + condizioni di servizio.

La riforma del 2021 ha introdotto proprio i 19 livelli di trattamento per evitare che la progressione economica dipendesse esclusivamente dalla promozione al grado successivo.

Questo significa che un ufficiale può ottenere un miglioramento economico anche rimanendo per un certo periodo nello stesso grado.

Esiste la tredicesima? Non risulta una tredicesima mensilità strutturale equivalente a quella italiana.

Il sistema cinese non è costruito sul modello italiano “12 mensilità + tredicesima”.

Possono naturalmente esistere:

  • bonus;

  • premi;

  • indennità;

  • compensazioni;

  • riconoscimenti economici;

  • maggiorazioni per particolari condizioni di servizio.

Ma non è corretto affermare che ogni militare cinese riceva automaticamente una tredicesima.

E la quattordicesima? Anche la quattordicesima mensilità non costituisce una componente ordinaria standard del trattamento economico del PLA.

Quindi:

  • 13ª: no come istituto generalizzato italiano.

  • 14ª: no come istituto generalizzato italiano.

La differenza è importante perché confrontare direttamente il “mensile cinese” con quello italiano senza considerare il diverso sistema di welfare può produrre risultati molto fuorvianti.

Esiste un TFR? Qui la risposta è ancora più interessante.

Non esiste un TFR identico a quello italiano.

Il sistema cinese utilizza un modello diverso basato su:

  • pensione militare;

  • trattamento di congedo;

  • indennità;

  • collocamento;

  • benefici per veterani;

  • eventuali somme una tantum;

  • sistemazione professionale secondo il tipo di servizio e il profilo individuale.

La legge sul servizio militare stabilisce inoltre che il sistema combina servizio attivo e riserva e disciplina il trattamento dei militari congedati.

Per alcuni militari la parte più importante del “beneficio di fine carriera” non è quindi una liquidazione assimilabile al TFR, ma il trattamento pensionistico e il sistema di collocamento/reinserimento previsto per i veterani.

E il TFS? Neppure il TFS italiano trova un equivalente perfetto.

La Cina utilizza un sistema specifico di:

  • pensioni;

  • sussidi;

  • collocamento;

  • benefici per i congedati;

  • trattamento preferenziale;

  • eventuali liquidazioni previste dalle singole categorie di servizio.

La legislazione prevede inoltre un sistema nazionale di sostegno ai veterani e di tutela dei militari invalidi.

Il militare cinese riceve una casa? Non bisogna immaginare automaticamente una “casa gratis”.

Esiste però un sistema di welfare abitativo molto più strutturato rispetto a quello di un normale lavoratore privato.

La normativa prevede forme di trattamento preferenziale riguardanti:

  • abitazione;

  • sanità;

  • pensione;

  • trasferimento della famiglia;

  • occupazione del coniuge.

La normativa cinese stabilisce infatti che, quando ricorrono i requisiti, le famiglie dei militari possono ricevere agevolazioni in materia di casa, sanità e previdenza.

La sistemazione può inoltre essere collegata alla sede di servizio.

Il militare può quindi avere: alloggio di servizio + strutture militari + trattamento abitativo + eventuali sussidi/agevolazioni, a seconda della posizione.

E la famiglia? Qui il sistema cinese è particolarmente interessante.

La legislazione prevede agevolazioni per:

  • coniuge;

  • figli;

  • trasferimento della famiglia;

  • occupazione del coniuge;

  • istruzione dei figli;

  • assistenza sanitaria;

  • pensione;

  • abitazione.

I figli dei militari possono beneficiare di specifiche forme di agevolazione nell’accesso alle scuole e, in determinati casi, all’università.

Per il coniuge esistono inoltre programmi di sostegno all’occupazione e all’autoimpiego.

In altre parole, il sistema cinese non considera soltanto il militare, ma tende a considerare l’intero nucleo familiare come parte del welfare militare.

Missioni e condizioni particolari Il trattamento economico cresce in funzione delle condizioni di servizio.

La legge stabilisce che i militari impiegati:

  • in operazioni;

  • in importanti missioni non belliche;

  • in aree remote;

  • in zone difficili;

  • in particolari incarichi; debbano ricevere un trattamento preferenziale.

È una logica simile a quella presente in molti ordinamenti militari: più elevato è il sacrificio richiesto, maggiore deve essere la compensazione economica o assistenziale.

Il servizio di leva Il sistema cinese combina coscritti e volontari.

Il periodo ordinario di servizio del coscritto è di due anni. Al termine, il militare può essere selezionato e accettare di proseguire come volontario/professionista.

Il volontario può arrivare a carriere molto lunghe, fino a circa trent’anni di servizio secondo le norme richiamate dalla legge.

Questa struttura consente di trasformare progressivamente il giovane coscritto in un militare professionale altamente specializzato.

I militari cinesi sono rispettati dalla popolazione? La risposta richiede una distinzione.

Formalmente e istituzionalmente sì.

La legge definisce il militare una professione da rispettare e prevede un sistema di onorificenze e privilegi.

Sono previste, ad esempio:

  • cerimonie pubbliche;

  • riconoscimenti;

  • trattamento preferenziale;

  • agevolazioni familiari;

  • sostegno ai veterani;

  • riconoscimenti alle famiglie;

  • assistenza ai militari caduti.

La legislazione stabilisce espressamente che il personale militare deve essere tenuto in alta considerazione dalla società.

È previsto perfino che alle famiglie dei militari decorati vengano consegnati riconoscimenti pubblici.

Naturalmente questo non significa che ogni cittadino cinese abbia lo stesso atteggiamento verso il PLA. Il rapporto sociale è influenzato anche da fattori economici, generazionali e territoriali.

I militari possono iscriversi ai sindacati? Qui la situazione è completamente diversa da quella italiana.

Il militare cinese non dispone di un sindacato militare indipendente che possa negoziare con il governo stipendi, orari, condizioni di lavoro o contratti collettivi.

Il diritto sindacale cinese riguarda i lavoratori civili e la struttura sindacale ufficiale è la All-China Federation of Trade Unions.

Le persone appartenenti alle forze armate e alla polizia armata non sono normalmente considerate lavoratori sindacalizzati nel senso ordinario del sistema del lavoro civile. Una documentazione ufficiale cinese presentata anche in sede internazionale ha esplicitato questa distinzione.

Di conseguenza: non esiste un “sindacato dei militari cinesi” analogo a quelli presenti in alcuni Paesi europei.

Ma allora chi porta al governo i problemi dei militari? Questa è una delle parti più interessanti.

La risposta non è “il sindacato”, ma un insieme di canali interni militari e politico-istituzionali.

La legge cinese sulla tutela dei diritti dei militari prevede:

  • rappresentanze dei militari;

  • assemblee dei rappresentanti;

  • comitati dei militari;

  • diritto di formulare proposte;

  • diritto alla partecipazione;

  • diritto alla supervisione.

Inoltre, la struttura politica della CMC ha un ruolo fondamentale nella gestione delle problematiche del personale.

La legge attribuisce al Political Work Department della CMC, insieme al Dipartimento per gli Affari dei Veterani del Consiglio di Stato e agli altri organi competenti, compiti nella tutela dei diritti e degli interessi del personale militare.

Esiste il diritto di protestare o fare ricorso? Il sistema cinese non prevede uno sciopero militare.

Esistono però procedure interne di reclamo e ricorso.

La normativa disciplinare prevede esplicitamente il diritto del militare a presentare:

  • denunce;

  • contestazioni;

  • ricorsi;

  • reclami contro provvedimenti ritenuti ingiusti.

Il reclamo può, in determinate circostanze, essere presentato anche oltre la normale catena gerarchica.

È quindi una forma di tutela gerarchica e istituzionale, non sindacale.

Addestramento: quanto si addestra un militare cinese? La trasformazione del PLA ha prodotto una vera rivoluzione nella metodologia addestrativa.

L’obiettivo non è più soltanto “marciare, sparare e obbedire”.

Il militare deve saper operare in un ambiente multidominio.

Nel 2025 il Ministero della Difesa cinese ha evidenziato:

  • addestramento realistico;

  • esercitazioni congiunte;

  • simulazione;

  • combattimento giorno/notte;

  • ambienti estremi;

  • guerra elettronica;

  • cyber;

  • sistemi senza pilota;

  • command and control;

  • esercitazioni integrate.

Nel solo 2025 il PLA ha dichiarato di aver condotto oltre 20 esercitazioni, attività addestrative e competizioni con forze armate straniere.

Montagne, deserti, mare aperto e condizioni estreme L’addestramento cinese punta sempre più alla riproduzione delle condizioni reali.

Le esercitazioni vengono condotte:

  • in alta montagna;

  • sull’altopiano tibetano;

  • nei deserti;

  • nelle foreste;

  • in mare aperto;

  • in condizioni meteorologiche difficili;

  • in ambienti elettromagnetici complessi;

  • durante la notte.

Il Ministero della Difesa cinese ha esplicitamente indicato come obiettivo quello di avvicinare l’addestramento alle condizioni di combattimento reale.

Forze speciali Il PLA possiede numerose unità specializzate.

Il concetto cinese di special operations comprende:

  • ricognizione speciale;

  • infiltrazione;

  • combattimento ravvicinato;

  • operazioni aviotrasportate;

  • paracadutismo;

  • operazioni anfibie;

  • guerra antiterrorismo;

  • combattimento urbano;

  • operazioni marittime;

  • VBSS – visita, abbordaggio, perquisizione e sequestro.

Nel 2025 le forze speciali navali cinesi impegnate nel Golfo di Aden hanno svolto addestramento comprendente tiro, VBSS, confronto tra forze “Red” e “Blue” e altre attività operative.

Nel 2026 il PLA Marine Corps ha inoltre organizzato una competizione dedicata alla preparazione fisica, alle capacità tattiche e al combattimento anfibio, con oltre 500 partecipanti.

Difesa personale e combattimento corpo a corpo Il combattimento corpo a corpo è presente nella formazione militare cinese, ma sarebbe sbagliato immaginare che ogni soldato venga trasformato in un esperto di kung fu.

Il PLA integra:

  • combattimento ravvicinato;

  • tecniche di controllo;

  • baionetta;

  • lotta;

  • preparazione fisica;

  • tecniche operative;

  • addestramento al combattimento urbano.

Nelle unità speciali il livello naturalmente aumenta.

È interessante osservare come la Cina abbia cercato di combinare la propria tradizione marziale con il moderno combattimento militare, ma nella realtà operativa moderna il valore principale rimane quello dell’addestramento integrato con armi, sensori, comunicazioni e squadra.

Lo sport nell’Esercito cinese Lo sport è tutt’altro che marginale.

Il PLA partecipa alle competizioni internazionali del Conseil International du Sport Militaire (CISM).

Nel 2025 la delegazione cinese ha partecipato ai Military World Winter Games in Svizzera in 28 discipline distribuite su sette sport.

Le accademie militari cinesi organizzano inoltre competizioni interne.

Nel 2025 oltre 500 cadetti provenienti da 24 accademie militari hanno partecipato al Qiangjun Cup, con sei sport tra cui:

  • basket;

  • calcio;

  • pallavolo;

  • tennis da tavolo;

  • badminton;

  • nuoto.

Lo sport viene quindi utilizzato non soltanto per il benessere fisico ma anche come strumento di selezione, disciplina e addestramento.

L’istruzione militare La Cina dispone di un vasto sistema di accademie militari.

Nel 2025 il numero delle accademie direttamente impegnate nell’ammissione dei diplomati è stato ridotto da 27 a 22, nell’ambito della riforma del sistema formativo.

È stata inoltre introdotta una nuova possibilità di selezione degli studenti interessati alle special operations, con addestramento specialistico già durante il percorso accademico.

Un dato interessante è che i laureati delle accademie militari possono accedere direttamente a programmi di master in settori collegati alla loro formazione.

Il militare cinese moderno, quindi, deve essere contemporaneamente: combattente + tecnico + operatore informatico + specialista di sistemi d’arma.

Il militare cinese e la società Esiste un elemento culturale importante.

Il PLA viene presentato non semplicemente come “forza armata dello Stato”, ma come “People’s Army”, esercito del popolo.

Il concetto politico ufficiale è che il militare debba mantenere uno stretto rapporto con la popolazione e partecipare anche a:

  • soccorso durante calamità;

  • emergenze;

  • protezione civile;

  • operazioni antiterrorismo;

  • peacekeeping;

  • assistenza umanitaria.

La legge sulla Difesa Nazionale include infatti tra i compiti delle Forze Armate anche soccorso, protezione e partecipazione allo sviluppo nazionale.

Il caso Taiwan Taiwan rappresenta il principale scenario strategico nel quale il PLA potrebbe essere chiamato a condurre una guerra ad alta intensità contro un avversario tecnologicamente avanzato.

La separazione non nasce da una “secessione” nel senso classico del termine.

Nel 1949, dopo la vittoria comunista nella guerra civile cinese, il governo della Repubblica di Cina guidato dal Kuomintang si trasferì a Taiwan.

Da allora:

  • la Repubblica Popolare Cinese controlla la Cina continentale;

  • la Repubblica di Cina governa Taiwan e alcune isole circostanti.

Taiwan non è quindi diventata separata attraverso una dichiarazione di indipendenza nel 1949: il quadro nasce dalla guerra civile cinese e dalla ritirata del governo nazionalista sull’isola. Anche la stessa documentazione ufficiale taiwanese colloca il trasferimento del governo centrale a Taipei nel 1949.

Pechino considera Taiwan parte integrante della Cina e parla di “riunificazione”.

Taipei, invece, mantiene un proprio governo, forze armate, sistema politico, valuta, amministrazione e istituzioni.

Il punto è quindi estremamente più complesso di una semplice “provincia che vuole separarsi”.

La posizione ufficiale di Pechino è che la riunificazione rappresenti una missione storica e che l’opzione militare non sia stata esclusa.

Taiwan e la trasformazione del PLA È proprio la possibilità di un conflitto nello Stretto di Taiwan ad aver accelerato molte delle trasformazioni del PLA.

Una guerra contro Taiwan richiederebbe infatti:

  • superiorità aerea;

  • superiorità navale;

  • guerra elettronica;

  • cyberwarfare;

  • satelliti;

  • intelligence;

  • missili a lungo raggio;

  • operazioni anfibie;

  • logistica;

  • trasporto strategico;

  • guerra informativa;

  • capacità di neutralizzare o tenere lontane eventuali forze statunitensi.

È quindi difficile comprendere la modernizzazione cinese senza considerare Taiwan.

Le esercitazioni intorno all’isola hanno progressivamente coinvolto Esercito, Marina, Aeronautica e Rocket Force, proprio secondo una logica di operazioni congiunte.

Una particolarità: il soldato cinese non è soltanto un “dipendente pubblico armato” Questo è forse il punto più importante dell’intero sistema.

Il militare cinese non viene trattato giuridicamente come un normale dipendente pubblico.

Ha:

  • doveri speciali;

  • disciplina speciale;

  • limitazioni alla libertà associativa;

  • sistema pensionistico specifico;

  • assistenza sanitaria;

  • welfare familiare;

  • protezione giuridica;

  • sistema di onorificenze;

  • procedure disciplinari autonome;

  • canali interni di ricorso.

La legge del 2021 sulla tutela dello status e dei diritti dei militari ha costruito un vero e proprio statuto speciale del militare.

Il vero “stipendio” del militare cinese: molto più della busta paga Per comprendere quanto sia conveniente o meno la carriera militare in Cina bisogna quindi sommare:

  • stipendio monetario

  • vitto

  • alloggio/sistemazione

  • assistenza sanitaria

  • assicurazioni

  • benefici familiari

  • agevolazioni scolastiche

  • indennità speciali

  • pensione

  • benefici per i veterani

  • eventuale trattamento di fine servizio previsto dalla categoria.

È proprio per questo che confrontare soltanto lo stipendio mensile con quello di un lavoratore cinese può essere fuorviante.

La vera forza del modello cinese Il vantaggio strategico cinese non deriva soltanto dal numero di soldati.

Deriva dalla combinazione tra: popolazione enorme + industria + tecnologia + università + industria aerospaziale + cantieristica navale + produzione missilistica + sistema politico centralizzato + enorme capacità finanziaria dello Stato.

La Cina può quindi collegare il settore civile a quello militare in maniera molto più stretta di quanto avvenisse nella Cina del XX secolo.

La stessa strategia cinese parla di integrazione tra sviluppo civile e militare e di utilizzo della scienza e della tecnologia per costruire le nuove capacità operative.

Un dato che racconta meglio di molti altri la trasformazione Nel 2025 lo stipendio medio annuo nelle unità urbane private cinesi è stato di circa 71.590 RMB.

Nelle unità urbane non private è stato invece di 129.441 RMB.

Nonostante la mancanza di una tabella ufficiale completa dei salari militari, le stime open-source indicano che un militare professionale con diversi anni di servizio può collocarsi sopra una parte significativa della popolazione lavorativa, soprattutto quando si considerano le prestazioni indirette.

Il punto di forza della carriera militare cinese non è quindi necessariamente uno stipendio eccezionalmente alto, ma la combinazione tra reddito, sicurezza occupazionale, welfare e prospettiva pensionistica.

Il paradosso cinese: un esercito potentissimo ma ancora fortemente politico Il PLA è oggi una forza tecnologicamente sofisticata.

Dispone di:

  • missili ipersonici;

  • portaerei;

  • sottomarini nucleari;

  • missili intercontinentali;

  • satelliti;

  • cyber capabilities;

  • droni;

  • caccia stealth;

  • sistemi di guerra elettronica;

  • intelligenza artificiale;

  • capacità spaziali.

Ma contemporaneamente rimane un esercito nel quale il controllo politico è parte integrante della struttura militare.

La dottrina ufficiale insiste sulla necessità che il Partito mantenga il controllo assoluto delle Forze Armate.

Questa caratteristica distingue profondamente il PLA dalle forze armate dei Paesi occidentali.

Il problema della corruzione e delle epurazioni La Cina sta vivendo inoltre una fase particolarmente importante. Negli ultimi anni sono stati rimossi numerosi alti ufficiali, compresi dirigenti della Rocket Force, evidenziando come la lotta alla corruzione interna rimanga uno dei pilastri fondamentali della gestione del potere militare da parte di Xi Jinping.

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