Momenti di altissima tensione in Val di Susa, dove la tradizionale marcia estiva del movimento No Tav è degenerata in una vera e propria guerriglia urbana. Nel pomeriggio di ieri, sabato 25 luglio, centinaia di attivisti appartenenti all’area più antagonista hanno dato l’assalto ai cantieri della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, concentrando i disordini nelle aree di Chiomonte e San Didero.
L’assalto ai cantieri e le tattiche di guerriglia
La tensione è esplosa quando un folto gruppo di manifestanti – stimato in oltre cinquecento persone, travisate, con il volto coperto da cappucci, caschi e maschere antigas – si è staccato dal corteo principale (che secondo gli organizzatori contava circa 20mila partecipanti).
Gli antagonisti hanno raggiunto il perimetro del cantiere in Val Clarea (Chiomonte) passando attraverso i boschi e sfruttando stratagemmi come l’apertura di ombrelli per schermarsi dalla vista dei droni di sorveglianza delle forze dell’ordine. Dalle postazioni boschive e a ridosso delle barriere, il gruppo ha scatenato un fitto lancio di pietre, bottiglie, fuochi d’artificio, bombe carta e razzi scagliati persino tramite l’ausilio di mortai artigianali.
Nel corso degli assalti, la situazione è rapidamente peggiorata: almeno quattro mezzi di servizio – tra cui due camionette dei carabinieri e due della Guardia di Finanza – sono stati dati alle fiamme dopo essere stati presi di mira dagli aggressori. Danneggiate anche le barriere in cemento “new-jersey” lungo i percorsi stradali limitrofi.
La risposta dei reparti in assetto antisommossa – composti da polizia, carabinieri e guardia di finanza schierati a protezione dei siti strategici – non si è fatta attendere. Gli agenti hanno respinto l’avanzata degli assaltatori dall’interno e dall’esterno del perimetro, facendo ampio uso di idranti e lacrimogeni. Dopo oltre un’ora di scontri frontali, i facinorosi si sono infine ritirati, disperdendosi nuovamente tra i sentieri boschivi.
Il bilancio provvisorio degli scontri è pesantissimo: secondo le stime del sindacato di polizia Siulp, che ha definito l’attacco come ” “Una tentata strage che si ripete da oltre 15 anni, almeno 70 operatori delle forze dell’ordine sono rimasti feriti a causa dei contatti e del materiale pirotecnico lanciato contro di loro. Tra i manifestanti si segnalano circa una cinquantina di contusi o feriti, sebbene i numeri ufficiali debbano ancora essere confermati.
I disordini hanno avuto pesanti ripercussioni anche sulla mobilità del territorio. La società concessionaria Sitaf è stata costretta a disporre la chiusura dell’autostrada A32 Torino-Bardonecchia nel tratto compreso tra gli svincoli di Oulx e Susa Est per motivi di ordine e sicurezza pubblica.
L’accaduto ha immediatamente scatenato la reazione della politica nazionale, con forti condanne bipartisan delle violenze e messaggi di solidarietà agli operatori feriti giunti da esponenti di primo piano del governo e delle istituzioni, mentre i sindacati edili (Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil) sono intervenuti per chiedere tutele concrete e sicurezza per chi lavora quotidianamente nei cantieri dell’opera.
Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato cosi la vicenda:
Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato. A Chiomonte, dopo quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna, ancora una volta donne e uomini in divisa sono stati bersaglio della violenza di delinquenti incappucciati. A loro va la mia solidarietà e quella del Governo. La violenza non piegherà lo Stato: chi serve l’Italia non sarà mai lasciato solo.