USMIA: URGE UN NUOVO RIORDINO DELLE CARRIERE E RISORSE CERTE PER LA PREVIDENZA DEDICATA
Dopo il comunicato stampa congiunto delle 17 APCSM appartenenti al comparto Difesa e Sicurezza, le quali hanno preannunciato che, senza ulteriori fondi, non firmeranno il rinnovo del contratto 2025-2027, Carmine Caforio, Segretario Generale di USMIA Carabinieri, a nome dell’Associazione richiama con forza l’attenzione del Governo, del Parlamento e dei Vertici dell’Arma sulla necessità di affrontare due priorità non più rinviabili: il riordino delle carriere e l’attuazione della previdenza dedicata.
L’attuale ordinamento ha generato una situazione che mortifica le legittime aspettative di migliaia di Carabinieri. Sempre meno giovani decidono di intraprendere la carriera militare e tanti altri scelgono di abbandonarla: un fenomeno preoccupante che sta minando la sicurezza e l’efficienza dell’intero comparto Difesa e Sicurezza. Raggiunto il grado apicale del proprio ruolo, molti vi permangono per 20 e, in alcuni casi, anche 30 anni, senza alcuna concreta prospettiva di avanzamento.
«Non è più accettabile – afferma Caforio – che un militare trascorra quasi metà della propria vita lavorativa nello stesso grado. È una mortificazione professionale che incide sulla motivazione, sulla valorizzazione delle competenze e sulla capacità dell’Amministrazione di riconoscere merito e responsabilità». Per l’Associazione è indispensabile un riordino complessivo che riduca i tempi di permanenza nei gradi apicali, crei nuove opportunità di sviluppo professionale, riequilibri gli organici e riconosca adeguatamente, anche sotto il profilo economico e previdenziale, l’impegno delle donne e degli uomini in uniforme.
L’Arma è cambiata: sono aumentate le competenze, le responsabilità operative, i rischi e le aspettative dei cittadini. Il modello di carriera deve correre al passo della società moderna.
Sul fronte previdenziale, USMIA Carabinieri ribadisce quanto già dichiarato con fermezza in sede di rinnovo del contratto: la previdenza dedicata è fondamentale per garantire un futuro dignitoso, con particolare riferimento al personale che si è arruolato con il sistema contributivo. Nonostante gli impegni assunti dal Governo, il tema continua a essere rinviato senza stanziamenti adeguati. «I militari del contributivo – prosegue il Segretario – rischiano trattamenti pensionistici nettamente inferiori rispetto al passato, che non permetteranno loro di arrivare a fine mese. Non si tratta di una richiesta corporativa, ma del riconoscimento della specificità di chi garantisce ogni giorno sicurezza e ordine pubblico in condizioni spesso gravose e sempre più rischiose».
USMIA Carabinieri auspica che la prossima Legge di Bilancio preveda un finanziamento stabile e strutturale per la previdenza dedicata. Al tempo stesso sollecita l’apertura di un confronto istituzionale con le APCSM rappresentative per individuare soluzioni efficaci e sostenibili. «Valorizzare chi dedica la vita al servizio dello Stato – conclude Caforio – significa offrire prospettive di crescita, evitare blocchi di carriera e garantire dignità economica a chi è in servizio e a chi andrà in pensione. La sicurezza del Paese passa anche da questo. Continueremo a difenderlo con determinazione, affinché alle parole seguano fatti concreti».
Il Segretario Generale
Carmine Caforio