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TRIESTE. Hanno visto un’auto finire nelle acque del Molo Audace e si sono lanciati immediatamente in mare per soccorrere il conducente. Protagonisti del salvataggio quattro giovani militari dell’Esercito italiano, che hanno evitato il peggio per un uomo di 40 anni.

I quattro militari, che si trovavano casualmente nella zona per partecipare a un evento, hanno assistito alla scena mentre la vettura, di grossa cilindrata, stava sprofondando nelle acque dell’Adriatico.

Uno di loro ha infranto con un pugno il finestrino dell’auto, riportando una ferita a una mano, consentendo così ai colleghi di estrarre il conducente dall’abitacolo e trasportarlo fino a riva.

Nel frattempo è scattato l’allarme e sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118. Il quarantenne è stato affidato alle cure dei sanitari e trasferito all’ospedale di Cattinara, mentre anche il militare rimasto ferito è stato accompagnato in ospedale per gli accertamenti e le cure necessarie.

L’area è stata messa in sicurezza per consentire le operazioni di recupero del veicolo, finito sul fondale. Secondo una prima ricostruzione riportata da alcune fonti, l’episodio non sarebbe stato causato da un errore di guida e non si esclude l’ipotesi di un gesto volontario da parte del conducente. Si tratta comunque di una circostanza ancora al vaglio degli investigatori.

Il plauso del Ministro della Difesa Guido Crosetto

12 luglio 2026: questa mattina a Trieste, durante una visita in città, alcuni militari in servizio presso l’Accademia Militare di Modena sono intervenuti senza esitazione dopo aver assistito a un drammatico incidente: un’auto è precipitata in mare in Piazza Unità d’Italia con il conducente a bordo. Si sono tuffati in acqua, lo hanno raggiunto e tratto in salvo, affidandolo poi ai soccorritori.

Un intervento tempestivo e decisivo che ha contribuito a salvare una vita e che rappresenta la più autentica espressione dei valori che l’Accademia Militare trasmette ai futuri Ufficiali dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri: coraggio, senso del dovere, altruismo e spirito di servizio.

“Il loro coraggio, la preparazione e il senso del dovere rendono orgogliosa tutta la Difesa. Hanno agito d’istinto, mettendo la propria vita al servizio di un’altra persona. È questo il significato più autentico dell’essere militare: servire il Paese e proteggere la vita umana, sempre, anche quando non lo impone il dovere. Grazie”. Così il Ministro Guido Crosetto.

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