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Il dibattito sull’impiego dei militari nell’Operazione “Strade Sicure” durante le ondate di caldo eccezionale sembra entrare in una nuova fase.

Dopo le segnalazioni delle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari e gli articoli che avevano evidenziato il problema dell’impiego del personale con la tradizionale uniforme anche nelle ore più calde della giornata, il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari – ha riportato nuovamente l’attenzione sulla necessità di adottare misure immediate per tutelare la salute degli operatori.

Ma un elemento emerge in modo particolare: a Napoli, almeno in alcune circostanze, una soluzione più adeguata alle temperature estive sembra essere già stata adottata.

Una fotografia pubblicata sui canali social del S.U.M. mostra infatti militari impegnati nel dispositivo di “Strade Sicure” con la divisa alleggerita, utilizzando la maglietta estiva al posto della tradizionale giacca.

Un’immagine che apre una riflessione inevitabile: se in un determinato contesto operativo è stato possibile autorizzare una soluzione più funzionale, perché la stessa possibilità non dovrebbe essere estesa in maniera uniforme a tutti i militari impegnati nelle medesime condizioni?

Il problema sollevato dalle rappresentanze militari, infatti, non riguarda il venir meno del decoro dell’uniforme o della capacità operativa. Al contrario, la richiesta è quella di utilizzare strumenti già previsti dal sistema di vestiario per adeguare il servizio alle condizioni climatiche estreme.

Il nodo resta quindi quello della uniformità delle disposizioni.

In assenza di una direttiva generale, le decisioni possono inevitabilmente variare da territorio a territorio, lasciando ai singoli livelli di comando la gestione di una problematica che, per natura, appare invece nazionale.

L’Operazione “Strade Sicure” coinvolge infatti personale chiamato a svolgere compiti analoghi in numerose città italiane, spesso in postazioni fisse, stazioni ferroviarie e aree urbane dove l’esposizione al caldo può protrarsi per diverse ore.

La domanda che resta aperta è quindi semplice: bisognerà attendere una disposizione generale oppure sarà sufficiente prendere atto che alcune soluzioni sono già praticabili?

La foto di Napoli sembra suggerire che il problema non sia tanto la possibilità tecnica di intervenire, quanto la necessità di una scelta uniforme e tempestiva. Di seguito il comunicato stampa del S:U.M.:

SINDACATO UNICO DEI MILITARI (S.U.M.): NECESSARIA L’ADOZIONE DI MISURE PER MITIGARE GLI EFFETTI SUL PERSONALE IN SERVIZIO CON L’ONDATA DI CALDO ECCEZIONALE.
Il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari, come già fatto negli anni scorsi, a seguito dell’eccezionale ondata di caldo che si sta abbattendo proprio in questi giorni sulla Penisola Italiana, ha inteso portare all’attenzione del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, la necessità di adottare con immediatezza delle misure per tutelare la sicurezza e la salute del personale militare impiegato nell’ambito della nota Operazione “Strade Sicure”.
L’ondata di calore eccezionale che ha investito la nostra Penisola nei giorni scorsi, con picchi di oltre i 40° percepiti in quasi tutte le nostre città, ormai sempre più spesso dichiarate “bollino rosso”, ha messo a dura prova la salute di tutti coloro i quali sono impiegati nell’Operazione “Strade Sicure” o anche in servizi isolati esterni.
La norma vigente, infatti, impone, inspiegabilmente, di indossare tutti i previsti capi di abbigliamento (giacca con le maniche abbassate e il basco o copricapo di specialità) nelle postazioni fisse, anche sotto il sole o durante i pattugliamenti nei centri urbani ovvero all’interno delle stazioni ferroviarie.
Provvedimenti locali, come quello adottato a Napoli, che ha consentito di indossare solamente la maglietta “verde oliva”, hanno trovato il nostro favore. Ma non deve essere un fatto isolato, nella considerazione che queste situazioni richiedono un’attenta Valutazione del Rischio Microclima per l’esposizione severa al caldo, che tenga conto di fattori quali una valutazione della permanenza continuativa all’esterno, con possibilità ridurre i turni di servizio, dell’individuazione di punti di ristoro tecnici in prossimità dei luoghi di servizio, con pause programmate per prevenire l’insorgenza di disidratazione o colpi di calore, di pause per idratazione “forzata”.
In generale, giova ricordare che per ridurre il rischio negli ambienti caldi, si può agire mediante una riduzione del carico termico alla fonte, la schermatura delle radianti, l’aspirazione di aria calda vicino alle sorgenti, l’adozione di cabine climatizzate, l’organizzazione dei turni, pause adeguate, l’acclimatazione progressiva, la disponibilità di liquidi e reintegro di sali minerali.
Inoltre, l’informazione, la formazione e l’idoneità sanitaria sono elementi essenziali. Infatti, misure di sorveglianza sanitaria e prevenzione medica che sono fondamentali, al punto che si auspica l’adozione, a premessa dell’impiego operativo, di un protocollo formativo e sanitario mirato, mediante un briefing che istruisca il personale sui segnali precoci dei disturbi collegati all’esposizione al caldo severo.
In aggiunta, la possibilità di effettuare i relativi turni di riposo in luoghi climatizzati e non in camerate prive di qualsiasi tipo di refrigerazione potrebbe risultare una misura di mitigazione assolutamente efficace, sebbene ci risulti che in alcuni Reggimenti il personale riposi in delle stanze prive di climatizzazione che, di giorno, si trasformano in vere e proprie piccole anticamere degli inferi!
Alla luce di quanto chiesto e dell’adozione, negli anni scorsi, di capi di corredo adeguati, seppure in quantitativi non sufficienti a soddisfare l’intera utenza, come la polo estiva e il cappellino di tipo baseball, da utilizzare per tutti i servizi esterni, si auspicano interventi temporanei, volti ad autorizzare l’uso dei capi già in distribuzione, quali la maglietta verde oliva e il cappellino con visiera.
Il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari, inoltre, richiama anche alla possibilità che, almeno nei mesi estivi, sia consentito al personale di entrare/uscire dalle installazioni militari con abbigliamento civile idoneo alle temperature e, al contempo, consono. In altre parole, si spera che, nel 2026, il personale possa almeno entrare e uscire dalle Caserme della Penisola, con i pantaloncini corti, viste le roventi temperature estive!
Il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari – continuerà nella propria opera di attento monitoraggio e di sensibilizzazione, volta a incrementare le condizioni di vita del personale militare!
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