Il soldato italiano che perse la vita per salvare Ernest Hemingway

Nell’Italia settentrionale, precisamente a Fossalta di Piave,  si trova un luogo in cui Ernest Hemingway rischiò di perdere la vita durante il primo conflitto mondiale.  Invero, proprio in quella zona, è  presente una dedica, incisa nel marmo che rescita testualmente:

su questo margine Ernest Hemingway, volontario della Croce Rossa americana veniva ferito  la notte dell’8 luglio 1918.

La Ernest Hemingway Society nel 2014, durante la sua conferenza internazionale biennale a Venezia, non perse l’occasione per visitare  il luogo del ferimento.  Putroppo però, sul posto non vi è alcuna menzione del soldato italiano,  la cui morte assicurò la vita ad uno degli autori più importanti del ventesimo secolo. Se il militare non si fosse trovato in quel posto, in quel preciso istante, Ernest Hemingway non avrebbe scritto le opere che oggi lo rendono celebre.

Il fatto che un soldato venga facilmente dimenticato , ci insegna che non sempre le cose vanno come dovrebbero andare e che le vite di alcuni, pur marcando un segno indelebile nel panorama storico mondiale, spesso restano anonime.

Ma chi era quel militare? Era un  soldato semplice,  uno dei tanti giovani italiani strappati alle proprie famiglie , reclutati e inviati al fronte a combattere dentro trincee . Era il luglio 1918. All’epoca gli italiani avevano subito centinaia di migliaia di vittime ed in molti, stremati dalla fame, accolsero a braccia aperte l’ arrivo della Croce Rossa americana che tramite personaggi proprio come il celebre scrittore, girava negli avamposti per distribuire  sigarette, cioccolatini e caffè  .

Hemingway era un autista volontario delle ambulanze. Il giorno in cui rischiò di rimanere ucciso però, decise di recarsi l fronte con una moto . La notte dell’8 luglio 1918 , scese dalla moto, prese il cestino carico di cioccolata e sigarette e si avventurò nella trincea.

Mentre era intento nel distribuire  le “bontà” americane alle truppe italiane, udì  colpi di mortaio del nemico provenire dall’altra sponda del fiume. Uno dei colpi cadde improvvisamente vicino a lui, Hemingway fu preso in pieno dall’esplosione e con lui il soldato italiano che gli era vicino. Hemingway  si risveglio sotto il corpo del militare italiano e si rese conto che quel ragazzo lo aveva salvato. Il militare , forse nel tentativo di spostarlo, con il suo corpo gli aveva fatto da scudo, salvandogli la vita.  Hemingway, gravemente  feirito,  riuscì a mettere in salvo un altro soldato italiano – In seguito fu trasportato all’ ospedale della Croce Rossa di Milano dove rimase per lunghi sei mesi . Da quel luogo scrisse diverse lettere alla famiglia, nelle quali lodava il coraggio dei militari italiani, descrivendoli cosi:

gli italiani hanno mostrato al mondo quello che sanno fare. Le loro sono le truppe più coraggiose di tutti gli eserciti alleati.

La ricerca sulle generalità del nostro militare è stata riportata in auge da James McGrath Morris ,  autore di The Ambulance Drivers (autisti di ambulanza), Hemingway, Dos Passos, e un’amicizia fatta e persa in guerra (marzo 2017). James McGrath Morris malgrado abbia chiesto l’aiuto di alcuni storici, non ha mai ricevuto alcun supporto nella ricerca. Nessuno dei biografi di Hemingway ha mai  lamentato l’assenza di un nome, quello del militare italiano .

“La vita di ogni uomo finisce nello stesso modo”, ha detto Hemingway una volta al suo amico Aaron Hotchner “e sono solo i dettagli di come ha vissuto e come è morto che distingue un uomo dall’altro”.

Quando il nome del soldato italiano morto sarà aggiunto al memoriale lungo il fiume Piave, anche lui avrà la gloria che merita.

 

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