Il SIULM rende noto di aver ricevuto la risposta dello Stato Maggiore dell’Aeronautica in merito alla richiesta sul mancato riconoscimento delle indennità per i militari incaricati delle funzioni di consegnatario.
Come riporta il SIULM, nella comunicazione ufficiale lo Stato Maggiore prende atto della problematica e, per la prima volta, apre formalmente alla possibilità di istituire una specifica indennità. Tuttavia, sottolinea il sindacato, la soluzione viene rinviata a condizioni ancora incerte. Nel documento si legge infatti che la questione è stata portata ai tavoli tecnici e che, in ambito interforze, è stato espresso un parere favorevole all’introduzione dell’indennità, subordinato però alla disponibilità di risorse finanziarie.NSM è ANCHE SU WHATSAPP E SU TELEGRAM
Riconoscimento del problema, ma nessuna soluzione
L’apertura dello Stato Maggiore Aeronautica — scrive il sindacato — rappresenta un segnale importante, ma nei fatti non produce ancora effetti concreti. Non ci sono tempi certi, né risorse stanziate, né una soluzione strutturale. Di conseguenza — si legge nel comunicato — chi gestisce quotidianamente beni, materiali e responsabilità patrimoniali continua a farlo senza un adeguato riconoscimento economico.
Alla base della rivendicazione, evidenzia il SIULM, c’è una disparità evidente: il personale civile della Difesa percepisce, a parità di funzione, una specifica indennità, mentre quello militare ne è privo, pur a fronte di responsabilità analoghe — e spesso maggiori — legate anche al contesto operativo.
Per questo, sottolinea il sindacato, non si tratta di chiedere privilegi ma equità: le richieste sono il riconoscimento di un’indennità specifica per i militari consegnatari, il superamento della disparità con il personale civile e una reale valorizzazione del ruolo.
Senza norma, il problema resta
Secondo quanto emerge anche dalla risposta dello Stato Maggiore Aeronautica, senza un intervento normativo la questione non può essere risolta in modo definitivo. Malgrado il parere favorevole espresso in ambito interforze — che, evidenzia il SIULM, rafforza l’azione sindacale — resta quindi necessario definire una norma chiara e stabile.
L’obiettivo, conclude il sindacato, è trasformare l’apertura in un atto concreto, superando rinvii e condizioni e fornendo una risposta reale al personale interessato. Il SIULM assicura che continuerà a portare avanti la richiesta nelle sedi competenti, ribadendo che il riconoscimento deve tradursi in misure concrete.