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Il gip di Rimini archivia l’indagine sull’uccisione del 23enne egiziano Muhammad Abdallah Abd Hamid Sitta: il carabiniere Luciano Masini agì per legittima difesa nella notte di Capodanno a Villa Verucchio. Le indagini confermano: “Non aveva alternative”.

È stata archiviata l’indagine per omicidio colposo a carico del luogotenente dei carabinieri Luciano Masini, comandante della stazione di Verucchio.
La decisione è arrivata dal gip del Tribunale di Rimini, Raffaella Ceccarelli, che ha accolto la richiesta della Procura dopo mesi di indagini.

Masini era finito sotto inchiesta per la morte del 23enne egiziano Muhammad Abdallah Abd Hamid Sitta, ucciso la notte di Capodanno durante un intervento a Villa Verucchio, nel riminese.

La gip: “Situazione di grave turbamento, i militari pensavano a un atto terroristico”

Nelle motivazioni dell’archiviazione, la giudice spiega che i militari erano intervenuti in una situazione di forte agitazione, alimentata dalle prime notizie che lasciavano ipotizzare una possibile cellula terroristica o un gesto di emulazione.

“Va rappresentato che, certamente, i militari intervenivano su una situazione di grave turbamento – scrive la gip – determinata dalle prime notizie emerse sulla possibilità si trattasse di una cellula terroristica”, si legge nel provvedimento.

La dinamica della sparatoria: 12 colpi, cinque mortali

Secondo la ricostruzione della gip, l’azione di autodifesa di Masini è da considerarsi pienamente legittima.
I primi colpi sparati avevano colpito Sitta alle gambe, ma il giovane non si era fermato, continuando ad avanzare con una forza “irriducibile”.

Alla fine, il carabiniere – difeso dall’avvocato Tommaso Borghesefu costretto a esplodere 12 colpi, cinque dei quali raggiunsero l’aggressore all’addome, al torace, alla gola e al capo.

Masini ha sempre sostenuto di aver agito per salvare la propria vita e quella dei presenti, non avendo alcuna alternativa concreta.

Il video decisivo: le immagini che confermano la legittima difesa

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Sara Posa, si sono basate anche su un video ripreso da un cellulare, nel quale si vede distintamente Sitta avanzare armato di coltello.
Il giovane parlava in arabo e ignorava gli avvertimenti del carabiniere, continuando a muoversi verso di lui nonostante i colpi alle gambe.

Per la gip, le immagini dimostrano chiaramente la proporzionalità dell’azione di Masini, che ha agito per tutelare la propria incolumità e quella dei cittadini presenti.

Il contesto della notte di Capodanno

La notte del 31 dicembre, Sitta aveva aggredito e ferito quattro persone per strada, due delle quali erano state trasportate in ospedale.
Il carabiniere Masini era intervenuto per fermare l’attacco, trovandosi però di fronte a una situazione fuori controllo.

L’intervento si è trasformato in una sparatoria drammatica, conclusasi con la morte del giovane aggressore.

La decisione finale del gip di Rimini

Con l’archiviazione, il gip Raffaella Ceccarelli conferma che il carabiniere Luciano Masini agì in legittima difesa, riconoscendo la necessità e inevitabilità del gesto.

La Procura di Rimini aveva già chiuso le indagini a giugno, giungendo alla stessa conclusione:
Masini fu costretto a sparare per difendersi e non ebbe alternative.
La decisione chiude definitivamente il caso che aveva scosso la comunità di Villa Verucchio e l’intera provincia di Rimini.

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