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Un’ampia indagine condotta dal media specializzato Defense News ha portato alla luce un’intensa attività di trasporto aereo tra Russia e Algeria, suggerendo un rafforzamento della cooperazione militare tra i due Paesi e un possibile utilizzo del territorio algerino come hub strategico per le operazioni russe in Africa.

L’indagine “Shadow Airlines”

L’inchiesta, parte del progetto denominato “Shadow Airlines”, si basa su un lavoro di monitoraggio approfondito: i giornalisti hanno tracciato manualmente migliaia di rotte aeree e analizzato l’attività di una dozzina di compagnie legate, direttamente o indirettamente, allo Stato russo.

Da questa analisi emerge che:

  • almeno 167 voli cargo hanno collegato la Russia all’Algeria tra marzo 2025 e aprile 2026;
  • molti di questi voli partivano da aeroporti associati alla United Aircraft Corporation, produttrice di velivoli militari;
  • diverse tratte coincidono con l’arrivo o l’avvistamento in Algeria di nuovi caccia russi.

L’indagine combina dati di tracciamento aereo (ADS-B), immagini satellitari, registri di volo e fonti del settore, evidenziando anche tecniche di elusione come lo spegnimento dei transponder o la falsificazione delle rotte.

Algeria: hub strategico per Mosca

Secondo i risultati raccolti, l’Algeria sta assumendo un ruolo chiave nella logistica russa:

  • riceve nuovi sistemi d’arma, tra cui i caccia Sukhoi Su-57 e Sukhoi Su-35;
  • ospita già flotte di Sukhoi Su-30 e Mikoyan MiG-29;
  • funge da punto di transito verso altre aree africane.

L’analista Margaux Garcia del C4ADS ritiene “plausibile” che molti voli siano legati proprio al trasferimento di armamenti avanzati.

Proiezione verso l’Africa

L’indagine suggerisce che l’Algeria non sia solo una destinazione finale, ma anche una piattaforma logistica per operazioni più ampie:

  • voli cargo collegano Algeri a Paesi come Guinea e Niger;
  • alcuni trasporti sarebbero associati alla presenza di forze paramilitari russe, tra cui il Gruppo Wagner e il suo successore, l’Africa Corps;
  • velivoli come l’Ilyushin Il-76 e l’Antonov An-124 Ruslan risultano centrali in queste operazioni.

In alcuni casi, i voli proseguono verso Africa subsahariana o Medio Oriente, con scali frequenti negli Emirati Arabi Uniti, considerati un nodo importante per aggirare le sanzioni.

Compagnie “ombra” e aggiramento delle sanzioni

L’inchiesta evidenzia il ruolo di compagnie cargo formalmente civili ma legate allo Stato russo, tra cui:

  • Aviacon Zitotrans
  • Gelix Airlines

Questi operatori:

  • utilizzano velivoli militari registrati come civili;
  • operano attraverso leasing e coperture commerciali;
  • permettono al Cremlino una “plausibile negabilità”.

Secondo l’analista Candace Rondeaux, una parte significativa di questi voli sarebbe coordinata direttamente da strutture legate alla presidenza russa.

Un sistema logistico sotto pressione

Un’ulteriore analisi della società Dallas Analytics indica che:

  • la manutenzione dell’aviazione militare russa è in difficoltà a causa delle sanzioni;
  • il ricorso a flotte “civili” è diventato essenziale per sostenere le operazioni all’estero.

L’indagine di Defense News delinea una rete complessa e in espansione di voli cargo che:

  • collega industria militare, logistica civile e operazioni paramilitari;
  • rafforza il ruolo dell’Algeria come snodo strategico;
  • consente alla Russia di proiettare influenza militare in Africa nonostante le sanzioni internazionali.

Si tratta del primo capitolo di una serie di inchieste che promettono di approfondire ulteriormente questo sistema di “aviazione ombra” e il suo impatto geopolitico.

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