18 maggio 2026 — 1° Lgt. in pensione Antonio Pistillo
Con un articolo precedente, pubblicato il 29 gennaio 2026, si rilevava che il numero degli individui e delle famiglie in povertà assoluta, quasi raddoppiato dal 2008 al 2022, si era stabilizzato negli anni 2023 e 2024.
Infatti, secondo l’Inps, nel 2023 e 2024 si è ridotto il numero di individui che hanno avuto accesso alle misure di contrasto alla povertà introdotte per sostituire il reddito di cittadinanza, anche grazie a una maggiore partecipazione al mercato del lavoro. Nel periodo peggiore il numero dei poveri è aumentato in media di circa il 7% all’anno, stabilizzandosi nel biennio successivo con una crescita del solo 0,35% e 0,88% rispettivamente per l’anno 2023 e 2024.NSM è ANCHE SU WHATSAPP E SU TELEGRAM
Nel 2025 i dati sulle condizioni di vita in Italia mostrano segnali di miglioramento rispetto all’anno precedente. Il report dell’Istat, pubblicato il 2 aprile 2026, indica che nel 2025 la popolazione a rischio povertà sociale o esclusione sociale è scesa dal 23,1% del 2024 al 22,6% del 2025.
Rispetto all’anno precedente, la quota di individui a rischio di povertà scende al 18,6% rispetto al 18,9%, diminuisce quella di individui che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro dal 9,2 all’8,2%, mentre aumenta la quota di coloro che si trovano in condizione di grave deprivazione materiale e sociale dal 4,6 al 5,2%.
Dalla serie storica della povertà assoluta dell’Istat — cioè la raccolta continua di dati statistici che misura l’evoluzione della povertà in Italia, attraverso indicatori che tracciano quanti individui e famiglie non riescono ad accedere a un paniere di beni essenziali (povertà assoluta) o si collocano al di sotto del livello medio di spesa della popolazione (povertà relativa) — sono stati desunti gli elementi per l’elaborazione della tabella a seguire.
