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Poliziotto punito per comportamento scorretto con i superiori. Dopo anni ottiene giustizia e un risarcimento

Ministero dell’Interno condannato a risarcire un ex ispettore capo di polizia, oggi in quiescenza, per danno biologico ed atti persecutori subiti nel corso degli anni durante il servizio.

É quanto si  apprende da un articolo di Matteo Lauria.

I fatti risalgono al lontano 2000, quando il poliziotto indirizzò un esposto all’allora procuratore generale della Corte d’Appello di Catanzaro, al Questore di Cosenza e al presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati in ordine a un avviso di garanzia che egli aveva ricevuto per il reato di truffa.

L’ispettore venne sottoposto ad un interrogatorio da parte del dirigente della squadra mobile di Cosenza. Tale accadimento lo esortò a rivolgersi , quale soggetto garante, al Questore di Cosenza, chiedendo di valutare proprio le condotte dell’allora dirigente della squadra mobile .

Per i vertici quel comportamento fu ritenuto scorretto, al punto che decisero di comminargli un provvedimento disciplinare. Nei giorni scorsi, i giudici del tribunale di Catanzaro, hanno emesso una sentenza che di fatto riconosce all’ispettore Iacoi, assistito dall’avvocato Antonio Campilongo, un’ irrogazione illegittima di quel provvedimento.

Lo stesso provvedimento che negli anni gli ha impedito di vedersi conferire la medaglia d’oro al merito di servizio, oltre a cagionargli anche danni biologici, esistenziali, morali e patrimoniali. Il ministero dell’Interno è stato condannato a risarcirlo per circa 27mila euro più spese legali, oltre a interessi e rivalutazioni.

Fonte  lacnews24.it    

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