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Sassari, il giudice non perdona: 18 mesi di reclusione sono troppo pochi per chi ha pestato a sangue un militare

SASSARI – “Una pena non congrua alla gravità dei fatti”. Con queste parole il giudice Giuseppe Grotteria ha bocciato l’accordo di 18 mesi di reclusione per uno dei due giovani maggiorenni accusati di aver picchiato selvaggiamente un militare dopo un banale incidente stradale.

Secondo quanto riporta La Nuova Sardegna, l’episodio risale a settembre scorso, quando una moto, guidata da un minorenne, si è schiantata contro un’auto parcheggiata in via Pascoli, a Sassari. Il proprietario del veicolo, un militare, è sceso in strada dopo aver sentito il boato, intenzionato a contattare la polizia locale per chiarire la dinamica dell’incidente.

Dal tentativo di chiarimento alla violenza cieca

In pochi minuti, la situazione è degenerata. I giovani, di ritorno da una festa, hanno chiesto all’uomo di “non chiamare i vigili” e di sistemare tutto “con il Cid”. Al suo rifiuto, uno dei 19enni lo ha colpito con una raffica di pugni al volto, mentre un minorenne, con il casco ancora indossato, gli ha inferto diverse testate.
Un terzo ragazzo ha partecipato all’aggressione colpendolo nuovamente, mentre la vittima cercava di difendersi. L’uomo è rimasto a terra sanguinante, con lesioni gravissime.

La moglie chiama i soccorsi, il militare finisce in ospedale

A dare l’allarme è stata la moglie della vittima, che ha assistito alla scena e ha immediatamente chiamato il 118 e le forze dell’ordine.
Il militare è stato trasportato all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, dove i medici hanno rilevato frattura del naso, trauma cranio-facciale, contusioni multiple e un danno permanente all’udito, con una prognosi di trenta giorni.

Il processo: pena respinta e atti rinviati

Durante l’udienza preliminare, il difensore di uno dei due imputati, aveva raggiunto un accordo con il pm per una condanna a 18 mesi di reclusione. Ma il giudice ha ritenuto la pena “non proporzionata” e ha disposto la restituzione degli atti a un altro gup per la rimodulazione della condanna.

Per il secondo imputato, invece, il procedimento è stato rinviato a dicembre per l’assenza del legale.
Il militare, assistito dall’avvocato Luca Sciaccaluga, si è costituito parte civile nel processo.

I due minorenni coinvolti, sempre secondo La Nuova Sardegna, hanno già ottenuto dal Tribunale dei Minori la messa alla prova per 11 mesi, un percorso rieducativo che sospende temporaneamente la pena.

L’episodio ha scosso profondamente la comunità sassarese e rilanciato il dibattito sulla violenza giovanile e sulla percezione di impunità di certi comportamenti.

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