Pensioni: ecco come la perequazione le rivaluterà nel 2022.

La perequazione è un meccanismo attraverso il quale l’importo della pensione viene adeguato all’aumento del costo della vita identificato dall’Istat, al fine di proteggere il potere d’acquisto dei trattamenti pensionistici, quindi rientrano sia le pensioni dirette (trattamento minimo, pensione di vecchiaia, pensione anticipata ecc. ecc.) sia quelle indirette (pensione ai superstiti).

In questi ultimi anni le modalità di erogazione della rivalutazione sono state più volte riviste dal legislatore per esigenze di contenimento della spesa pubblica sino a generare molta confusione. L’ultimo di questa serie di provvedimenti è stato quello del governo Conte che ha prorogato fino al tutto il 2021 il procedimento più penalizzante, ma prevedendo, nel contempo, che dal 2022 l’aumento tornasse ad essere applicato col sistema più favorevole.

L’applicazione della rivalutazione avviene ad inizio di ogni anno in via provvisoria rispetto all’inflazione dell’anno uscente ed in via definitiva rispetto a quella dell’anno precedente sulla base dei valori indicati in un D.M. del Ministero dell’Economia e delle Finanze adottato alla fine di ciascun anno.

Esempio: anno 2021 perequazione provvisoria calcolata sul tasso di inflazione del 2019 e definitiva sul tasso effettivo 2020 fissato con decreto ministeriale a fine anno. 

Quindi, dal 1 gennaio 2022, al termine del periodo transitorio, le pensioni torneranno ad essere rivalutate con un criterio più favorevole rispetto a quello in vigore fino al 31 dicembre 2021.

Il Decreto del 17 novembre 2021 del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fissato in misura definitiva il tasso di adeguamento all’inflazione dei trattamenti pensionistici erogati nell’anno 2021 rispetto al 2020 e indicato, in via previsionale, l’adeguamento da applicare dal 1° gennaio 2022 pari all’1,70%. La rivalutazione sarà in misura intera per le pensioni fino a 2.062,32 lorde e parziale per quelle superiori a tale importo.

Il 2022 sarà un anno redditizio per i pensionati che sono stati penalizzati negli anni passati da una marginale ovvero dalla mancata rivalutazione del trattamento di quiescenza e dall’essere stati esclusi dal Bonus Renzi di 80,00 euro, poi portato a 100,00.

La successiva tabella indica quale sarà l’aumento netto dal 2022 per i pensionati scaturente dal combinato disposto dell’aumento della perequazione e dalla stima del taglio dell’Irpef previsto dalla riforma fiscale ancora in discussione all’interno della Legge di Bilancio.

1 dicembre 2021 1° Lgt. in pensione Antonio Pistillo

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