Patologie e inidoneità permanente alle missioni O.F.C.N.. Il Tar cambia le regole.

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I militari che fino ad oggi avevano contratto una patologia ” seria” come ad esempio un tumore, malgrado la completa recessione della malattia, venivano permanentemente dichiarati “inidonei all’impiego in OFCN” (Operazioni Fuori Confini Nazionali). 

Lo sorso 6 febbraio però il Tar del Lazio ha emesso una sentenza che ha riacceso le speranze per tutti quei militari che , dichiarati permanentemente inidonei alle missioni O.F.C.N., ma in realtà guariti dalla malattia, vorrebbero nuovamente partecipare alle  missioni fuori area. 



Un militare dell’ Aeronautica, difeso dall’avvocato Michela Scafetta, ha proposto ricorso al Tar per l’annullamento, previa adozione di misura cautelare, del provvedimento con il quale è stata rigettata l’istanza di riesame del giudizio di inidoneità permanente del ricorrente all’impiego OFCN (Operazioni Fuori Confini Nazionali).

L’adito T.A.R., ha disposto una verificazione, ai sensi degli art. 19 e 66 cod. proc. amm., intesa ad accertare che la patologia riscontrata da ultimo in Commissione Sanitaria di Appello nel febbraio 2015, ” sia “compatibile con l’impiego operativo all’estero in considerazione anche della periodicità con la quale il militare deve sottoporsi a controlli”, nominando verificatore il Ministero dell’Interno – Dipartimento PS Direzione Centrale di Sanità.

L’organo verificatore ha rilevato l’insussistenza di condizioni ostative all’impiego fuori area del ricorrente, espressamente indicando nella relazione finale che attualmente non ci sono controindicazioni per l’impiego del ricorrente in “operazioni fuori dai confini nazionali”.

Inutili le resistenze del Ministero della Difesa. Secondo i giudici del Tar , il ricorso è fondato e deve essere accolto.

 “La Commissione Medica coadiuvata dal primo dirigente Medico della Polizia di Stato Dott.ssa -OMISSIS- medico ecografista, ha sottoposto il militare a controllo, riscontrando che “il quadro odierno è sovrapponibile a quello portato in visione datato 12.08.2015”.

Il certificato medico, redatto dal dr.incaricato, convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale , ha evidenziato che il ricorrente “non è più sottoposto a follow-up, per la patologia che lo aveva afflitto, in quanto ritenuto in remissione completa.



In conclusione, come già indicato nella parte in fatto, l’organo verificatore ha ritenuto che “attualmente non ci sono controindicazioni per l’impiego del ricorrente in operazioni fuori dai confini nazionali”, con una valutazione di cui il Collegio non ha motivi di dubitare.

L’Amministrazione, inoltre, non ha fornito elementi atti a contestare la valutazione effettuata dal verificatore.

Per le ragioni sopra esposte, il ricorso deve essere accolto e, conseguentemente, deve essere annullato l’atto impugnato.


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