PALIANO, RESTA IMPUNITO IN CARCERE IL COLLABORATORE DI GIUSTIZIA BELGA CHE DEVASTO’ AREA DEL CARCERE ED AGGREDì POLIZIOTTE. PROTESTA IL SAPPE

Protesta il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE circa la mancata adozione di provvedimenti disciplinari e penali nei confronti del detenuto, collaboratore di giustizia belga, che da diverso tempo ha posto in essere atti di violenza e intemperanza in carcere, e che domenica aggredì due poliziotte penitenziarie e rese inagibile un’area del carcere, parzialmente devastata.

Duro il commento di Maurizio Somma, segretario nazionale SAPPE del Lazio: “Altro che giustizia certa e certezza della pena.

Quel detenuto, sovente avvezzo ad alterare ordine e sicurezza interna e che domenica ha aggredito due nostre poliziotte, gira libero e tranquillo per il carcere di Paliano – tranquillo e impunito – mentre due poliziotte sono state inviate alla Commissione Medica Ospedaliera e altri due agenti sono stati refertati come conseguenza delle sue lesioni.

E’ una vergogna! Quel che è accaduto, di una violenza inaccettabile, ci ricorda per l’ennesima volta quanto sia pericoloso lavorare in un penitenziario.
Ed è grave che nessun provvedimento venga preso nei confronti di chi si rende responsabile di queste aggressioni.

Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato.

Ed è grave, come è accaduto a Paliano, che nessuno faccia nulla per fermare questa assurda spirale di violenza”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, ricorda la recente manifestazione del 14 ottobre 2020 a Roma:

”Sono mesi che portiamo avanti le battaglie a favore di ogni singolo operatore delle forze dell’ordine e del soccorso pubblico. Mesi che rivendichiamo il nostro ruolo ormai attaccato da più parti e che vacilla sotto i colpi di normative che non ci tutelano di leggi troppo blande per chi delinque come la vigilanza dinamica ed il regime aperto nelle carceri e di quel partito dell’antipolizia che non perde occasione per strumentalizzare ogni singolo episodio.

Dimenticando l’infinito lavoro quotidiano che tutte le donne e gli uomini in divisa compiono con abnegazione ed altissima professionalità ogni giorno. Siamo scesi in piazza tutti insieme per manifestare il dissenso verso chi ci ha lasciato senza tutele di fronte a problemi sempre più complessi e rivendichiamo tutele e garanzie funzionali nuovi strumenti che migliorino il nostro servizio bodycam e Taser su tutti nuovi protocolli operativi e soprattutto tutele legali.

Ed è grave che nessun provvedimento è stato preso contro chi provoca e determina violenze in carcere”.

Roma, 19 novembre 2020

Dott. Donato CAPECE – segretario generale SAPPE 
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