Dalla revisione degli importi delle sanzioni alla stretta sui veicoli senza assicurazione, fino alle nuove disposizioni per motociclisti, monopattini e persone con disabilità. Il progetto di riforma ridisegna diversi aspetti della circolazione stradale, ma le nuove regole dovranno completare l’iter previsto prima di diventare operative.
Multe meno onerose per alcune violazioni, strumenti più efficaci per recuperare i debiti non pagati e nuove disposizioni per chi si muove sulle strade italiane. Sono alcuni degli interventi contenuti nel progetto di revisione del Codice della strada presentato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026 in esame preliminare.
Il provvedimento nasce dalla delega conferita al Governo con la legge 25 novembre 2024, n. 177, e punta ad aggiornare il decreto legislativo n. 285 del 1992, tenendo conto dell’evoluzione dei veicoli, delle nuove modalità di trasporto e delle esigenze di sicurezza.
La riforma non si limita a intervenire sugli importi delle multe. Il progetto comprende modifiche alle procedure di accertamento, alla gestione dei documenti, alle responsabilità degli utenti e alle modalità di controllo, con conseguenze potenzialmente rilevanti anche per le amministrazioni locali.
Multe, l’obiettivo è ridurre gli importi e differenziare le violazioni
Uno degli elementi evidenziati dal Ministero riguarda la revisione del sistema sanzionatorio. La proposta prevede una riduzione di diversi importi minimi, accompagnata da un contrasto più incisivo alle condotte considerate maggiormente pericolose.
Nella presentazione ufficiale del 13 ottobre vengono indicati alcuni esempi: le sanzioni minime di 26 e 42 euro scenderebbero rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre quelle di 83 e 87 euro verrebbero ricondotte a 80 euro. Il progetto contempla inoltre la sospensione dell’adeguamento automatico biennale degli importi all’inflazione. Parallelamente, viene prospettata una revisione del calcolo delle sanzioni per eccesso di velocità, con un criterio progressivo collegato all’entità del superamento del limite.
Per conoscere gli importi definitivi e le modalità di applicazione sarà necessario esaminare il testo normativo conclusivo.
Più controlli sulle assicurazioni e recupero delle multe dall’estero
La riforma dedica particolare attenzione ai veicoli che circolano senza la necessaria copertura assicurativa. Tra le misure illustrate dal Ministero figura il divieto di circolazione a tempo indeterminato per chi viaggia senza assicurazione. L’intervento si inserisce in una strategia volta a contrastare le violazioni che possono compromettere la tutela delle persone coinvolte in un incidente.
Un altro punto riguarda i veicoli stranieri che circolano in Italia per più di 30 giorni: per questi viene indicato l’obbligo di assicurazione secondo le regole italiane. Il progetto introduce inoltre strumenti per il recupero delle sanzioni non pagate dai conducenti stranieri, con un orizzonte temporale di cinque anni.
Verbali e accertamenti a distanza: novità per i Comuni
La revisione interessa anche il lavoro degli organi di polizia e degli enti locali. Tra le misure riportate nella documentazione illustrativa figura la riduzione da 90 a 45 giorni del termine per notificare i verbali relativi alle violazioni accertate a distanza.
Il progetto amplia inoltre le possibilità di controllo per alcune infrazioni, comprendendo quelle relative alla sosta negli spazi riservati al carico e allo scarico delle merci e al mancato rispetto della precedenza nei confronti di pedoni e ciclisti sugli attraversamenti.
Queste disposizioni potrebbero incidere sull’organizzazione dei controlli e sulle procedure amministrative. Occorrerà tuttavia verificare il testo definitivo per stabilire con precisione l’ambito di applicazione di ciascuna misura.
Motociclisti, previste nuove tutele sulle strade
Una parte rilevante del progetto riguarda chi viaggia su due ruote. Il Ministero segnala un programma per l’installazione di barriere stradali salva-motociclisti, con l’obiettivo di ridurre i rischi legati agli impatti contro le infrastrutture laterali.
Tra le ulteriori disposizioni illustrate figura la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in presenza di incidenti o rallentamenti, secondo le condizioni previste dalla disciplina. La documentazione fornita sulla riforma contempla anche l’utilizzo di protezioni per la schiena e per le mani da parte di conducenti e passeggeri dei motoveicoli in autostrada. L’effettiva portata di quest’obbligo dovrà essere verificata sul testo definitivo.
Biciclette e monopattini, previste nuove prescrizioni
Anche la micromobilità rientra nel riordino normativo. Il progetto contempla l’estensione dell’obbligo di casco e contrassegno ai cicli a propulsione, oltre alle disposizioni già previste per i monopattini elettrici.
Per questi ultimi sono indicate ulteriori cautele nella circolazione, tra cui limitazioni alle manovre improvvise e ai movimenti a zig-zag. Per i servizi di noleggio viene inoltre prospettato l’obbligo di documentare fotograficamente il corretto posizionamento del mezzo al termine dell’utilizzo. L’obiettivo è rafforzare la sicurezza e migliorare la gestione dei veicoli utilizzati per gli spostamenti urbani.
Persone con disabilità, piattaforma CUDE obbligatoria per i Comuni
Il progetto interviene anche sul riconoscimento dei contrassegni per le persone con disabilità. Tutti i Comuni saranno tenuti ad aderire alla piattaforma nazionale informatica dedicata al Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE). Il sistema mira a facilitare il riconoscimento dei permessi sull’intero territorio nazionale e a rendere più uniformi le procedure di controllo. Sono previste anche misure contro l’uso improprio dei contrassegni e dei permessi destinati alle donne in gravidanza.
Patenti digitali e guida automatizzata
La modernizzazione delle procedure comprende la possibilità di esibire in formato digitale i documenti di guida e di circolazione. Sul fronte delle patenti, il progetto contempla l’innalzamento da 50 a 65 anni del limite indicato per il rinnovo decennale delle patenti del gruppo 1, che comprende quelle per motocicli e autoveicoli.
Sono inoltre previste disposizioni per i conducenti professionali che abbiano avviato da almeno un anno il percorso di qualificazione iniziale necessario per conseguire la Carta di qualificazione del conducente. Spazio anche ai veicoli automatizzati. La riforma introduce la figura del controllore, chiamato a essere in grado di assumere il comando in caso di emergenza, e prevede un Osservatorio incaricato di esaminare le condizioni necessarie alla circolazione dei veicoli a guida totalmente automatizzata.
Richiami dei costruttori e prove video negli incidenti
Fra gli altri interventi figurano nuove regole per i veicoli interessati da richiami di sicurezza. Gli interventi prescritti dovrebbero essere effettuati entro 24 mesi; in caso contrario, secondo quanto illustrato nel progetto, non sarebbe possibile procedere alla revisione del veicolo o al trasferimento di proprietà.
La riforma affronta anche la ricostruzione dei sinistri: le fotografie e le riprese video realizzate dalle parti sul luogo dell’incidente e nell’immediatezza del fatto potranno essere utilizzate come fonti di prova nei giudizi per il risarcimento dei danni. Per l’autotrasporto sono infine previste nuove disposizioni sul corretto utilizzo del tachigrafo, strumento fondamentale per i controlli relativi all’attività dei conducenti professionali.
Quando entrerà in vigore il nuovo Codice della strada?
Il passaggio del 13 ottobre 2026 rappresenta un’approvazione in esame preliminare e non coincide con l’entrata in vigore della riforma. Il provvedimento dovrà completare l’iter istituzionale previsto per i decreti legislativi e arrivare alla pubblicazione ufficiale. Soltanto a quel punto sarà possibile individuare il testo definitivo, le eventuali disposizioni transitorie e le date di applicazione delle singole novità.
Il testo definitivo sarà determinante per stabilire quali delle misure annunciate saranno confermate e da quando potranno produrre effetti per automobilisti, motociclisti, conducenti professionali e amministrazioni locali.