Le tensioni per la politica estera statunitense sono esplose nel cuore dell’annuale fiera militare organizzata a Washington dall’AUSA. Il panel dedicato alle nuove tecnologie e ai sistemi di difesa autonomi si è trasformato in un palcoscenico di forte dissenso politico verso il Segretario alla Difesa Pete Hegseth.
L’azione dei dimostranti, scaglionata nei primi minuti del dibattito, ha puntato l’indice contro le escalation belliche in Medio Oriente e le sofferenze della popolazione civile a Gaza. Le grida nate dalla platea hanno interrotto a più riprese il discorso istituzionale, definendo il vertice della Difesa un “fottuto criminale di guerra” e richiamando le responsabilità morali e legali delle decisioni di Washington davanti ai tribunali internazionali.
L’episodio mette in luce il clima di forte polarizzazione attorno alle operazioni militari statunitensi. Nonostante i tentativi iniziali del Segretario di sdrammatizzare la situazione con battute di spirito, il susseguirsi dei blitz ha palesato un crescente nervosismo sul palco, rientrato solo dopo l’intervento decisivo del personale di sicurezza e la reazione di sostegno di una porzione dei presenti.
Di fronte alle prime interruzioni, Hegseth ha tentato di mantenere un profilo ironico, liquidando il primo contestatore con una battuta sulla presunta “alta considerazione” dimostrata nei suoi confronti. Tuttavia, con il reiterarsi degli interventi, il tono del Segretario si è visibilmente irrigidito. Mantenendo a stento la calma, ha commentato con sarcasmo la “coordinazione tattica” dei manifestanti, prima che gli addetti alla sicurezza scortassero l’ultimo attivista fuori dalla sala tra i cori patriottici di una parte del pubblico.