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Una nuova era per l’oncologia di precisione: la terapia basata su mRNA intismeran autogene, combinata con l’immunoterapia Keytruda, ha dimostrato di ridurre significativamente il rischio di recidiva e metastasi nel melanoma ad alto rischio. Il mercato premia i titoli di Moderna e Merck.

Nella giornata del 19 agosto 2026, Merck e Moderna hanno annunciato risultati storici per la lotta contro il melanoma. Lo studio clinico di Fase 3, denominato INTerpath-001, ha raggiunto i suoi obiettivi primari e secondari, segnando un traguardo senza precedenti: è la prima volta che una terapia basata su mRNA personalizzato e una terapia a neoantigeni dimostrano efficacia in uno studio di fase avanzata.

Mercati in fermento

L’annuncio ha scatenato un immediato entusiasmo sui mercati finanziari. Il successo del trial, che valida la piattaforma tecnologica di Moderna e rafforza il portafoglio oncologico di Merck, ha spinto al rialzo le azioni di entrambe le società, segnando una reazione positiva degli investitori che vedono in questa combinazione terapeutica un potenziale blockbuster destinato a cambiare il mercato dell’oncologia. Moderna ha segnato un rialzo di oltre il 130%

Cosa prevede la terapia

Il trattamento, noto come intismeran autogene (precedentemente conosciuto come V940 o mRNA-4157), è una terapia oncologica sperimentale “personalizzata”. A differenza dei vaccini tradizionali, questa terapia viene progettata partendo dal profilo genetico unico del tumore di ogni singolo paziente. L’obiettivo è quello di fornire al sistema immunitario una “mappa” precisa per riconoscere e attaccare le cellule tumorali, riducendo drasticamente il rischio che la malattia si ripresenti.

I risultati dello studio INTerpath-001

Lo studio ha coinvolto 1.137 pazienti con melanoma cutaneo (stadi IIB-IV) completamente rimosso chirurgicamente. I dati dell’analisi ad interim pre-specificata hanno confermato che la combinazione di intismeran autogene e Keytruda (pembrolizumab) offre miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente rilevanti rispetto all’utilizzo del solo Keytruda (lo standard di cura attuale) in termini di:

  • RFS (Recurrence-Free Survival): sopravvivenza libera da recidiva.

  • DMFS (Distant Metastasis-Free Survival): sopravvivenza libera da metastasi a distanza.

“Oggi i risultati rappresentano un momento fondamentale per il trattamento adiuvante del melanoma”, ha dichiarato la Professoressa Georgina Long, ricercatrice principale dello studio e direttrice medica del Melanoma Institute Australia. Secondo l’esperta, questa combinazione ha il potenziale per stabilire un nuovo paradigma terapeutico, aiutando i pazienti a rimanere liberi dal cancro più a lungo.

Sicurezza e prossimi passi

I profili di sicurezza di intismeran autogene in combinazione con Keytruda si sono dimostrati coerenti con quanto osservato nei precedenti studi, senza che siano emersi nuovi segnali di allarme.

Merck e Moderna hanno confermato che i dati completi verranno presentati a breve in occasione di un importante congresso medico internazionale. Le due aziende sono ora in contatto con le autorità regolatorie per avviare l’iter di approvazione, che porterebbe questa innovativa tecnologia mRNA a disposizione dei pazienti di tutto il mondo.

Un successo che parte da lontano

Questo traguardo conferma l’efficacia della tecnologia già osservata nella Fase 2 (trial KEYNOTE-942), dove il trattamento combinato aveva già mostrato una riduzione del 49% del rischio di recidiva o morte a cinque anni. Con il successo della Fase 3, quella che fino a pochi anni fa era solo un’ipotesi scientifica audace — creare un trattamento su misura basato sull’impronta genetica del tumore di un paziente — si sta trasformando in una realtà clinica concreta.

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