Maresciallo uscito dall’incubo del covid19: quella tremenda fame d’aria, quella sensazione di morire.

Nel post pubblicato sui social dai colleghi di Marco, c’è tutto ciò che non vorremmo capitasse mai a noi. Un’ infezione maledetta che ti isola da tutti e ti toglie l’aria e la tua unica speranza la affidi al tuo   “sistema immunitario“, sperando che non ti abbandoni. Basta un nulla affinché tutto degeneri irrimediabilmente. Ma il  maresciallo dei carabinieri Marco Billeci ce l’ha fatta e nel suo racconto svela i momenti più bui della malattia, ma anche la vittoria contro il virus e il ritorno alla vita .

“Questo esame, in soldoni, vuol dire che ho avuto il Covid 19 e l’ho sconfitto. Una lotta prima su strada, dal 22/2, a Codogno a cercare di limitarne la diffusione, poi a Bergamo, a cercare di aiutare come si poteva la popolazione…

Il 12/3 mi hai colpito… Ridevo a crepapelle con il mio autista, una barzelletta per stemperare la tensione dei lunghi giorni… All’improvviso l’aria non c’era più… La corsa in ospedale, gli accertamenti e quella TAC: addensamento al polmone sinistro da Covid19… Comincia la degenza e, soprattutto, l’isolamento…

Giorni lunghi, intensi, ti rendi conto che 24 ore sono lunghissime e allora ti crei dei riti: sveglia presto, igiene personale e della stanza, qualche esercizio fisico, e ti obblighi a cambiare posizione, sedia…

Il 23/3 TAC di controllo: il nemico avanza, il polmone sinistro è danneggiato e funziona solo al 50% delle sue capacità. Si comincia subito terapia sperimentale.



Lo stomaco reclama, la cura è pesante ma necessaria…
Nel frattempo l’isolamento mi “costringe” ad una lenta, costante e profonda riflessione interiore. Conosco me stesso e forse non sono così brutto come pensavo…

Il 25/3 guardo un film che finisce tardi… Sono le 01.50 del 26/3… Ed ecco che si ripresenta ancora, all’improvviso, quella tremenda fame d’aria, quella sensazione di morire… 4 crisi respiratorie, saturimetro ad 88, il tutto dura 40minuti… Viene il 118, mi monitorano, saturo di nuovo 98… È scampata… Stai bene, rimani in isolamento, non venire in ospedale che è peggio…

Di qua che è pomeriggio il cuore impazzisce: 240bpm… Ora si che torni in ospedale… Accertamenti, esami, notte in osservazione, preghi che la signora del letto a fianco possa smettere di soffrire e gridare… Al mattino è tutto ok, torna in isolamento…
Aspettiamo tampone: il primo, del 12/3, negativo… Il secondo arriva negativo…

Contro chi combatto??? Il 31/3 riescono ad organizzare il mio trasferimento a Firenze, dove ricomincio la quarantena.

Eseguito 3°tampone: negativo. Ma se non è covid, che cosa mi sta guastando i polmoni??

È il 5 Aprile, domenica delle Palme, dalle 3 alle 6 del mattino nuovamente crisi respiratorie. Mi sento una pezza eppure il giorno prima ero un Leone. Si torna in ospedale, questa volta Careggi: esami, accertamenti, tampone (il 4°!)… Tutto negativo…. Qualcuno dubita del mio malessere, io contro chi combatto?

Fortunatamente mi viene eseguita la ricerca nel sangue: crisi e TAC indicano COVID, tamponi dicono no!….Finalmente arriva il responso: positivo agli anticorpi. IGG positive, IGM negative…. Che vuol dire?

Vuol dire che ce l’hai avuto, hai reagito e l’hai sconfitto ed ora sei pieno di anticorpi. La “battaglia” ti ha lasciato un polmone ferito seriamente ma si rimetterà, vuole solo tempo. Quindi è finita?? Si, HAI VINTO, dice il dottore.

Ritorno in isolamento, mi vengono eseguiti altri prelievi ed altro tampone fecale, per escludere definitivamente la presenza del virus…

Oggi responso finale: tutto negativo, PUOI TORNARE A CASA!

La gioia lascia presto posto alla serenità ed alla consapevolezza di averla scampata… Il pensiero va a chi sta lottando, a chi non ce lha fatta, alla lunga riflessione fatta in questi 27giorni di isolamento e lotta e al Marco che sono ora…


Posso solo dire GRAZIE al mio “nemico”: è stata una bella lotta, dalla quale ho IMPARATO TANTO. Se non avessimo lottato non sarei “cresciuto”. Le ferite, fisiche e morali, formeranno cicatrici che fungeranno da monito: NON DIMENTICARE MAI CIÒ CHE È STATO E CIÒ CHE SEI ORA!

Perché bisogna sempre rendere onore al nemico, specie quando, per il suo tramite, si arriva a livelli nuovi di sé…Specie quando ti lascia un insegnamento di vita.

Ed anche se ci vorrà tempo per guarire da queste ferite, alla fine posso dire:
CO nfido V eramente I n Dio.

Grazie a tutti VOI per il supporto morale: anche grazie alla forza che mi avete inviato ho potuto vincere questa battaglia. Permettetemi di ricambiare: guardatevi dentro, tutto ciò di cui avete bisogno sta lì. Camminate nel giusto, siate anime nobili e che il Signore vi protegga da qualsiasi battaglia ma, se essa porta il cambiamento, sia benedetta!

Grazie!!!!!!”.



Foto di repertorio
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