Si è concluso un iter giudiziario che riguarda la lealtà verso l’Amministrazione Difesa.
Un militare italiano, precedentemente in servizio in Friuli-Venezia Giulia, è stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire lo Stato per un episodio di falsa malattia.
Cronaca di una Truffa ai Danni dello Stato
I fatti, risalenti al 2021 ma giunti ora a sentenza definitiva, delineano un quadro di frode aggravata:
La falsa patologia:
-
Il militare era ufficialmente a casa in mutua per una discopatia lombare, una condizione che teoricamente gli impediva persino i movimenti più semplici.
-
Durante i controlli, l’uomo è stato invece rintracciato in una palestra pubblica mentre svolgeva un duro allenamento con pesi e attrezzi.
-
Non si trattava di riabilitazione, bensì di una preparazione atletica intensiva.
Le Conseguenze Legali e Contabili
Il militare era già stato condannato dal Tribunale Militare di Verona a sei mesi di reclusione per i reati di:
-
Simulazione di infermità aggravata
-
Truffa militare aggravata
-
Disobbedienza aggravata
L’ultimo tassello è arrivato con la condanna contabile: il militare dovrà versare oltre 900 euro per le 13 giornate di assenza ingiustificata, risarcendo così il danno erariale causato allo Stato.
Un Iter disciplinare che potrebbe non ancora essere terminato
Come ormai consuetudine, al termine dell’iter processuale, il Ministero della Difesa “potrebbe” instaurare e notificare all’interessato l’avvio di un Procedimento Disciplinare di Stato, il cui esito, qualora negativo, andrebbe a sommarsi alle pene già comminate.
Questo avviene in due determinate condizioni:il militare non deve essere stato punito per lo stesso motivo dal proprio comando e Persomil reputa la vicenda di attenzione. In caso contrario potrebbe essere devoluta al Comandate del Reparto l’eventuale decisione di instaurare un processino interno con le pene previste dal Codice di ordinamento militare.
Un iter disciplinare che potrebbe non essere ancora concluso
Come ormai avviene di prassi, al termine dell’iter processuale il Ministero della Difesa potrebbe avviare e notificare all’interessato un Procedimento Disciplinare di Stato. L’eventuale esito sfavorevole di tale procedimento si sommerebbe alle sanzioni già irrogate in sede penale.
L’instaurazione del procedimento disciplinare di stato si verifica al ricorrere di due specifiche condizioni:
-
il militare non deve essere già stato sanzionato per i medesimi fatti dal proprio comando;
-
la Direzione Generale per il Personale Militare (Persomil) deve ritenere la vicenda meritevole di particolare attenzione.
In caso contrario, la competenza può essere rimessa al Comandante di Reparto, al quale spetta l’eventuale decisione di avviare un procedimento disciplinare di corpo, con l’irrogazione delle sanzioni previste dal Codice dell’Ordinamento Militare.