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Il SIAF sollecita un intervento urgente per adeguare circolari e regolamenti alla Legge 114/2024, denunciando l’ingiustizia delle esclusioni basate sul solo stato di imputato e invocando il rispetto dei principi di proporzionalità e riabilitazione.

Con una nota diffusa nelle ultime ore, l’Organizzazione Sindacale Autonoma SIAF ha presentato una richiesta formale di adeguamento normativo interno al Corpo, alla luce delle novità introdotte dalla Legge 9 agosto 2024 n. 114 (la cosiddetta Legge Nordio).
L’obiettivo è quello di eliminare una persistente “discrasia” tra la normativa nazionale e le disposizioni amministrative interne che regolano l’avanzamento di carriera e la partecipazione ai concorsi interni del personale militare e delle forze di polizia ad ordinamento militare.

Il nodo della questione: l’esclusione degli “imputati”

Il sindacato denuncia come, nonostante la nuova legge abbia chiaramente stabilito che l’esclusione dall’aliquota di avanzamento possa avvenire solo in caso di condanna in primo grado o di patteggiamento per delitto non colposo, diverse circolari e bandi interni continuino a prevedere l’esclusione automatica anche per il semplice stato di imputazione.

Una formulazione che, secondo il SIAF, risulta ormai priva di fondamento giuridico e in contrasto con i principi costituzionali di uguaglianza, proporzionalità e ragionevolezza.
Tale prassi – sottolinea il comunicato – genera un vero e proprio “ergastolo ostativo delle aspirazioni”, penalizzando personale con anni di servizio e condotta encomiabile, spesso già riabilitato dal punto di vista giudiziario.

“Una pena perpetua amministrativa”

Nel testo si legge che “questa interpretazione restrittiva e retroattiva nega di fatto la funzione rieducativa della pena prevista dall’articolo 27 della Costituzione”, trasformando errori remoti o di lieve entità in un marchio indelebile che continua a ostacolare la carriera anche a vent’anni di distanza.

Una situazione definita “iniqua e umanamente insostenibile”, che genera ripercussioni psicologiche, economiche e professionali su uomini e donne che hanno dimostrato, nel tempo, dedizione e lealtà istituzionale.

Il richiamo alla Legge Nordio e ai principi di giustizia

La Legge 114/2024 ha modificato in profondità il Codice dell’Ordinamento Militare, introducendo criteri più chiari e garantisti per l’avanzamento del personale.
Il SIAF chiede quindi un immediato allineamento dei regolamenti interni, per evitare che interpretazioni superate continuino a produrre effetti discriminatori e contraddittori rispetto al dettato legislativo.

Appello per una revisione dei criteri concorsuali

Oltre all’adeguamento normativo, il sindacato sollecita una revisione organica dei criteri di valutazione dei concorsi interni, affinché vengano distinte le diverse gravità dei comportamenti e riconosciuta pienamente l’efficacia della riabilitazione giudiziale.
“Non è accettabile – si legge nella nota – che personale riabilitato e privo di pendenze, dopo anni di onorato servizio, resti escluso da ogni possibilità di avanzamento.”

Un appello per il merito e la dignità del personale

Il comunicato si conclude con un appello al vertice dell’Amministrazione affinché si ponga fine a un sistema che “nega la meritocrazia e penalizza chi ha già pagato il proprio debito con la giustizia”.
Il SIAF chiede dunque che il principio di riabilitazione torni ad avere piena efficacia anche nelle carriere militari, nel segno della giustizia, della coerenza normativa e della valorizzazione del merito.

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