Il racconto di una soldatessa

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Il racconto di una donna che ha provato l’esperienza della vita militare nell’ Esercito Italiano, è stato pubblicato nel libro “Libera Uscita”. La donna, oggi impiegata in altro lavoro,  racconta la propria esperienza tra le file della forza armata, descrivendo un periodo per nulla positivo,  tra continui richiami dei superiori e soventi sberleffi dei colleghi uomini.

Un racconto che ai più può apparire inverosimile, poiché di storie come questa se ne sentono ( per fortuna) davvero poche. L’ultimo episodio in ordine cronologico in ambito femminile risale all’espulsione dell’ Allieva pilota dell’ Aeronautica Militare presso la scuola di volo di Latina ( oggi reintegrata), ma la vicenda è tutt’altro che conclusa.

L’ ex  soldatessa racconta di un periodo buio, alla continua ricerca di se stessa.

Per una ragazza arruolata nell’esercito – sostiene Debora – persino andare in bagno è un problema .Ci si mette troppo tempo. Ma comportarsi come un ragazzo non è la soluzione

«Quanto le ci vuole per andare in bagno?». «Comandante, cinque minuti». «A rapporto». Ho stretto i pugni lungo i fianchi, sull’attenti. Due minuti, avevo. E invece ne ho impiegati cinque. Con la coda dell’occhio vedevo un mio commilitone, poco più in là, procedura standard: estrazione, getto, scrollatina. Io invece mi ero dovuta allontanare di qualche centinaio di metri perché se i maschi mi avessero vista sarebbe stata colpa mia, li avrei “istigati”, poi ho dovuto togliermi il fucile, tenerlo in alto per non farlo toccare a terra, abbassarmi la mimetica tenendo conto della maschera antigas, la baionetta, e gli anfibi su cui poi è finito il getto.

Potrebbe essere questo il riassunto della mia esperienza nell’esercito. Eppure ero ingenuamente in cerca di qualcosa. Mi sono arruolata per cercare il maschio che era in me, quel mostro che a volte ruggiva, premeva per sgusciare fuori.

Marce, insulti da mattina a sera, sole cocente, ore sull’attenti: l’avrei trovato. E invece, una volta dentro le mura della caserma, più lo rincorrevo, ne intravedevo la faccia scura, più dentro di me qualcosa, una parte ancora atrofizzata, si agitava. Che fosse la mia femminilità? Il breve racconto di introduzione al libro di Debora è stato pubblicato da www.elle.com. Per leggere il resto dell’intervista, clicca QUI

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