Fatti di Piacenza. Il Nuovo Sindacato Carabinieri chiede un’indagine interna all’Arma

“I fatti criminosi di cui si sono resi protagonisti i militari della Stazione Carabinieri di Piacenza, vanno condannati senza se e senza ma:

atteso che i processi dovranno svolgersi nella Aule dei Tribunali, come Nuovo Sindacato Carabinieri prendiamo le distanze, condannandoli, dai comportamenti che appaiono nella loro crudezza criminale come un fatto sconvolgente!”.

Queste le dichiarazioni del Segretario Generale NSC, Massimiliano Zetti, che incalza l’Arma, però, anche sulle responsabilità connesse alla sconcertante vicenda. “Infatti – prosegue Zetti – non volendo entrare nelle attività di indagine, riteniamo come sindacato che vuole tutelare le migliaia di Carabinieri onesti, di dover sottolineare l’incapacità da parte della cd “linea di comando” nell’intercettare tali comportamenti criminali, protratti a lungo nel tempo!”

“Riteniamo che sia assolutamente necessario aprire un’inchiesta interna, oltre a quella già avviata dalla Magistratura, affinché vengano chiarite le mancanze dai vari Comandi che si sono succeduti nel corso di questi anni, anche per far luce sulle evidenti assenze di controlli e verifiche che, ci consta ammettere, vengono invece effettuate per altri comportamenti da ritenere futili o, comunque, non di tale livello.

Basti ricordare l’acredine con cui, negli ultimi tempi, il Comandante di Legione (poco incline alla dialettica sindacale) ha sanzionato ripetutamente i militari “colpevoli” di avere un tatuaggio, in virtù di una norma vetusta ed arcaica, i cui procedimenti sono stati più volte stigmatizzati dal NSC”.

“Chiediamo, quindi, – conclude Zetti – che anche alla luce di questa inaccettabile vicenda, si possa aprire una stagione nuova per l’Arma, attraverso una discussione seria e fattiva tra Amministrazione e Sindacati che, al di là delle proposte di legge di cui si sta occupando il Parlamento proprio in queste ore, sono più che legittimati a trattare materie ordinamentali e comportamentali:

l’apertura di un tavolo di confronto presieduto dal Comandante Generale (che ha già dimostrato coraggio innovativo, ad esempio, sul caso “Cucchi”), sarebbe quanto di più autorevole quale risposta al mondo politico, sociale e militare!

Il Nuovo Sindacato Carabinieri è pronto anche a svolgere questa funzione!” Ufficio Stampa NSC

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