F-35, una catastrofe Usa da 1,4 trilioni di dollari venduta all’Italia

Le associazioni pacifiste, la Sinistra e il M5S criticano da sempre la decisione dei governi italiani di acquistare i cacciabombardieri di fabbricazioni americana Joint Strike Fighter F-35 prodotti da Lockheed Martin e sponsorizzati dalle amministrazioni Usa,  inizialmente 131 aerei (al costo preventivato di 16 miliardi di euro) che in seguito alle proteste, nel 2012 — per decisione interna dello Stato Maggiore — sono  diventati  90 velivoli per un costo ipotizzato di 13 miliardi.

Ora le loro denunce sono corroborate da una nuova inchiesta, “The F-35 Is a $1.4 Trillion Dollar National Disaster”, pubblicata su The National Interest, che rivela altre lacune degli F-35, che sono già costati ai contribuenti americani 1,4 trilioni (1.400 miliardi), parte dei quali si vorrebbero recuperare sbolognando questo disastro con le ali a Paesi “amici” come l’Italia.

Su National Interest, Dan Grazier scrive che  lF-35 porrà molti problemi all’aviazione militare Usa: mentre l’Italia “compra sulla fiducia” l’ottimizzazione e i test di volo sono lontani dall’essere terminati  e emergono continui problemi ed inefficienze che limitano considerevolmente l’utilizzo di questi aerei che venivano presentati come un miracolo bellico.

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