Risarcimento da circa 2 milioni di euro per la famiglia di un sottufficiale morto in volo: il caso Gerardo Vaiano
La tragedia risale al lontano 30 giugno 2012 — una ferita che ha trovato risposta in sede civile
Il 30 giugno 2012, in occasione del “Primo Aeroraduno Campano” a Limatola (Benevento), un ultraleggero biposto del tipo Sky Arrow precipitò durante le fasi finali del volo. A bordo c’erano il Luogotenente dell’Aeronautica Militare, Gerardo Vaiano, con la passione del volo — e l’istruttore e amico, Angelo Graziano, di 47 anni. Entrambi persero la vita.
Quel giorno di festa per gli appassionati del volo si trasformò in tragedia. I corpi furono ritrovati carbonizzati e l’identificazione — data la gravità dei danni — avvenne tramite esami specifici.
Un dramma nel dramma
Il figlio di Gerardo Vaiano, Agostino, aveva perso la vita pochi giorni prima, a soli 31 anni, schiantandosi al suolo con un ultraleggero. era appassionato al volo come il papà.
Il verdetto civile: responsabilità accertate e risarcimento riconosciuto
Dopo oltre un decennio, il caso è tornato al centro dell’attenzione con la decisione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Con una sentenza civile di primo grado, il tribunale ha condannato i proprietari dell’ultraleggero al pagamento di circa 2 milioni di euro, oltre a interessi e spese legali, a favore dei familiari di Gerardo Vaiano.
Per il giudice, l’incidente fu causato da una grave irregolarità nella manutenzione del velivolo: il fissaggio della semiala sinistra sulla fusoliera era stato effettuato soltanto con una vite, senza l’uso del dado né della copiglia di sicurezza previsti dalla documentazione tecnica del velivolo.
La responsabilità principale per l’“inappropriata gestione tecnico-manutentiva” è stata attribuita al proprietario del velivolo La sentenza rileva anche un ruolo di responsabilità in capo al pilota/istruttore — anch’egli deceduto — in quanto avrebbe avuto l’obbligo di verificare le condizioni dell’apparecchio prima del decollo.
Un risarcimento che fa giustizia — e che richiama l’attenzione sulla sicurezza aeronautica
La decisione del tribunale rappresenta non solo un atto di giustizia verso la famiglia di Vaiano, ma anche un segnale forte sull’importanza della sicurezza e della manutenzione negli aeromobili ultraleggeri.
In un mondo in cui la passione per il volo si intreccia con regolamenti, controlli tecnici e responsabilità civili, la sentenza dimostra come trascurare la manutenzione — o ignorare gli standard di sicurezza — possa trasformare un volo in un dramma evitabile.
Per la famiglia di Vaiano e per l’intera comunità aeronautica, questo risarcimento non risana il dolore, ma rappresenta un riconoscimento — anche economico — della perdita subita e della gravità delle omissioni.
Il ricordo militare di un sottufficiale — e l’eredità di un messaggio
Gerardo Vaiano non era un semplice pilota amatoriale: era un sottufficiale dell’Aeronautica Militare, con una storia di servizio e dedizione. La vicenda — da tragedia a sentenza — richiama l’importanza della professionalità, della responsabilità e del rigore tecnico anche al di fuori dell’attività militare.
Il risarcimento riconosciuto agli eredi ha valore non solo materiale, ma simbolico: un monito attuale e concreto che ogni operatore — civile o militare — deve tener presente ogni volta che si posa un piede su un aeromobile.
