Dopo 24 anni arrivano nuovi importi per compensare il personale militare esposto ai rischi operativi. L’indennità per il fuoco ostile sale a 450 dollari mensili, mentre quella per pericolo imminente raggiunge i 275 dollari. Le due prestazioni non sono cumulabili. Prevista anche una riduzione dell’indennità per servizio in condizioni di disagio.
Gli Stati Uniti intervengono sulle indennità riconosciute ai militari che operano in contesti caratterizzati da minacce alla sicurezza personale, fuoco nemico e pericolo imminente. Il Dipartimento della Guerra ha disposto un aggiornamento degli importi, con l’obiettivo dichiarato di adeguare la compensazione economica ai rischi affrontati dal personale durante le operazioni militari.
La modifica, annunciata il 1° ottobre 2026, rappresenta il primo incremento di queste indennità dal 2002 e interessa due voci distinte: l’Hostile Fire Pay, riconosciuta in presenza di specifiche condizioni di esposizione al fuoco ostile, e l’Imminent Danger Pay, collegata invece al servizio in aree geografiche formalmente individuate come pericolose.
La revisione assume particolare rilievo nel contesto del conflitto con l’Iran, giunto, secondo quanto riportato dalla stampa militare statunitense, al settimo mese. Il provvedimento, tuttavia, riguarda le indennità previste per il personale militare statunitense e non costituisce una misura limitata a una singola operazione.
Le nuove indennità: fino a 450 dollari al mese
Il memorandum del Dipartimento della Guerra, datato 14 luglio 2026, stabilisce nuovi importi con decorrenza dall’inizio dell’anno fiscale statunitense, fissato al 1° ottobre.
Le cifre previste sono le seguenti:
- Hostile Fire Pay: l’importo massimo mensile passa da 250 a 450 dollari.
- Imminent Danger Pay: l’importo massimo mensile sale da 225 a 275 dollari, equivalenti a circa 9,16 dollari al giorno.
- Indennità per servizio in condizioni di disagio: l’importo mensile viene invece ridotto da 150 a 100 dollari, nell’ambito del riassetto delle diverse voci retributive.
L’aumento più consistente riguarda quindi il personale che soddisfa i requisiti per l’indennità connessa al fuoco ostile, con un incremento del massimale di 200 dollari mensili. Per l’indennità di pericolo imminente, l’incremento massimo è invece di 50 dollari al mese.
Occorre precisare che si tratta dei nuovi massimali previsti dalla disciplina statunitense: gli importi effettivamente spettanti dipendono dalle condizioni stabilite per ciascuna indennità e dalla situazione operativa del militare.
Quando spetta l’indennità per il fuoco ostile
L’Hostile Fire Pay è collegata a circostanze concrete nelle quali il personale militare è esposto ad azioni ostili. Secondo i criteri richiamati dal Defense Finance and Accounting Service (DFAS), il riconoscimento può avvenire quando ricorre almeno una delle condizioni previste.
Tra queste rientrano l’esposizione al fuoco nemico o all’esplosione di mine ostili; la presenza in prossimità di un episodio di fuoco ostile, quando il militare corre il rischio di essere esposto agli stessi pericoli effettivamente affrontati da altro personale; oppure il ferimento, la lesione o il decesso conseguenti al fuoco nemico, all’esplosione di mine ostili o ad altre azioni ostili.
Il criterio determinante è dunque legato all’esposizione al rischio nelle circostanze individuate dalla normativa, e non semplicemente alla presenza del militare in un determinato teatro operativo.
Pericolo imminente: conta anche la zona di impiego
Diversa è la logica dell’Imminent Danger Pay. Questa indennità viene autorizzata in relazione al servizio prestato in specifiche aree geografiche designate come caratterizzate da un pericolo imminente. L’elenco delle località è gestito dal DFAS e, secondo quanto riportato nell’articolo originale, comprendeva 58 aree nell’aggiornamento di maggio 2026, tra cui territori dall’Afghanistan allo Yemen.
L’Iran figura nell’elenco delle località soggette a questa classificazione sin dal 1979. Inoltre, con l’avvio dell’operazione denominata Epic Fury, nel febbraio 2026, sono state individuate ulteriori aree considerate pericolose. Il sistema consente quindi di riconoscere una specifica indennità sulla base della località di servizio, senza richiedere necessariamente che ogni singolo militare sia stato direttamente investito da un episodio di fuoco ostile.
Le due indennità non sono cumulabili
Un aspetto importante riguarda il rapporto tra le due prestazioni. L’Hostile Fire Pay e l’Imminent Danger Pay si escludono reciprocamente: il militare non può percepirle contemporaneamente per lo stesso periodo secondo il regime descritto. Il Pentagono ha precisato che, qualora un’area inizialmente classificata come zona a pericolo imminente diventi teatro di combattimenti attivi, i comandanti possono trasferire immediatamente il personale dal regime dell’Imminent Danger Pay a quello dell’Hostile Fire Pay.
La finalità dichiarata è permettere che il trattamento economico riconosciuto sia coerente con il livello di rischio operativo effettivamente affrontato, attraverso un meccanismo di adeguamento più tempestivo.
Perché l’aumento arriva dopo 24 anni
Il precedente aggiornamento risaliva al 2002. Prima di allora, gli importi dell’indennità per servizi pericolosi variavano in base alla tipologia dell’incarico, al grado e al livello retributivo, generalmente in una fascia compresa tra 100 e 240 dollari mensili.
La revisione era stata anticipata, almeno in parte, dalla richiesta di bilancio del Dipartimento della Guerra per l’anno fiscale 2027, presentata nel maggio 2026. In quella fase si prospettava un aumento delle indennità legate al fuoco ostile e ad altri pericoli, senza che fosse stata ancora assunta una decisione definitiva.
Con il nuovo memorandum, l’amministrazione statunitense ha quindi trasformato l’ipotesi in una modifica concreta dei massimali. I funzionari hanno inoltre evidenziato che, anche con le tariffe precedenti, il personale riceveva raramente l’importo massimo consentito.
Il sottosegretario alla Guerra per il personale e la prontezza operativa, Anthony J. Tata, ha motivato l’intervento richiamando la necessità di riconoscere economicamente i rischi affrontati dai militari che operano in condizioni di combattimento e in ambienti caratterizzati da minacce alla sicurezza.
La riduzione dell’indennità per condizioni di disagio
Il provvedimento non comporta soltanto aumenti. Il memorandum riduce infatti da 150 a 100 dollari mensili l’indennità per servizio in condizioni di disagio, una voce distinta, disciplinata sulla base di un elenco separato di aree geografiche.
La riduzione viene presentata nell’ambito del riassetto delle diverse indennità, anche per evitare il superamento dei massimali previsti. Di conseguenza, la revisione deve essere letta nel suo complesso: accanto al rafforzamento delle compensazioni per il fuoco ostile e il pericolo imminente, viene rideterminata un’altra componente del trattamento economico.
Un intervento che riporta al centro il tema della retribuzione del rischio
La decisione statunitense riporta l’attenzione su un tema rilevante per il personale in uniforme: il rapporto tra condizioni operative, esposizione al pericolo e riconoscimento economico. L’aumento dei massimali non significa che ogni militare impiegato all’estero riceverà automaticamente una somma aggiuntiva. Il diritto all’indennità dipende dalla tipologia di prestazione, dai requisiti applicabili e dalle condizioni di servizio previste dalla disciplina statunitense.
Il provvedimento rappresenta comunque un aggiornamento significativo di importi rimasti sostanzialmente invariati per oltre due decenni. Per il personale interessato, la decorrenza dal 1° ottobre 2026 segna l’entrata in vigore dei nuovi massimali, in un contesto internazionale nel quale le operazioni militari possono comportare livelli di rischio molto differenti anche all’interno dello stesso teatro.