Il confronto sul rinnovo contrattuale 2025–2027 per il comparto Difesa accende nuove tensioni. SIULM Marina e SIULM Aeronautica esprimono infatti forte preoccupazione per le risorse economiche attualmente previste, giudicate insufficienti a colmare il divario con altri settori della Pubblica Amministrazione.
Al centro delle rivendicazioni c’è una priorità considerata non più rinviabile: l’introduzione di una previdenza dedicata per il personale militare. Per le due sigle sindacali si tratta della “madre di tutte le battaglie”, uno strumento indispensabile per garantire equità, sostenibilità e dignità a chi opera nel comparto Difesa, tenendo conto delle peculiarità del servizio, dei limiti di carriera e della mancanza di adeguati meccanismi compensativi.
Aumenti previsti: numeri che non convincono
Secondo quanto emerso al tavolo con il Dipartimento della Funzione Pubblica, le misure attualmente ipotizzate prevedono:
- circa 97 euro netti mensili a regime entro il 2027 per il personale graduato;
- una tantum di circa 2.000 euro lordi per il biennio 2025–2026.
Numeri che, secondo SIULM Marina e Aeronautica, non sono sufficienti né a recuperare il gap economico esistente né a valorizzare la specificità professionale del personale militare.
Un divario che continua a crescere
Le due organizzazioni sottolineano come il divario retributivo rispetto ad altri comparti dello Stato sia in costante aumento, con conseguenze concrete:
- sul benessere del personale;
- sull’efficienza operativa;
- sull’attrattività delle carriere militari, soprattutto per i più giovani.
Le criticità principali
Nel corso del confronto sono state evidenziate diverse situazioni critiche che riguardano il personale:
- impiego in contesti ad alta operatività, con lunghi periodi lontano dalla famiglia;
- turnazioni H24 senza un adeguato riconoscimento economico;
- competenze specialistiche poco valorizzate;
- giovani volontari con tutele limitate e prospettive economiche poco attrattive.
Professionalità da valorizzare
Particolare attenzione è stata posta anche su alcune figure chiave, ritenute fondamentali ma ancora poco riconosciute, tra cui:
- aerosoccorritori e operatori SAR;
- personale sanitario;
- automobilisti e operatori antincendio;
- figure tecnico-logistiche;
- operatori campali dei gruppi Genio dell’Aeronautica;
- altre specializzazioni ad alta responsabilità operativa.
Le proposte: welfare e tutele concrete
Oltre agli aspetti retributivi, SIULM Marina e Aeronautica chiedono l’introduzione di strumenti concreti per migliorare il benessere del personale, tra cui:
- fringe benefit strutturati;
- un sistema di assistenza sanitaria dedicato;
- misure di welfare in linea con altri comparti pubblici;
- il riconoscimento della “monogenitorialità di fatto” per chi è spesso lontano dal nucleo familiare per esigenze operative.
Non solo un rinnovo formale
Il messaggio delle due organizzazioni è chiaro: il rinnovo contrattuale non può essere un semplice adempimento formale, ma deve rappresentare una vera occasione per riconoscere e valorizzare il ruolo del personale militare.
Senza risorse adeguate e senza una riforma previdenziale strutturale, il rischio è quello di lasciare irrisolti problemi ormai cronici.
SIULM Marina e SIULM Aeronautica assicurano che continueranno a portare avanti queste istanze nelle sedi istituzionali, mantenendo alta l’attenzione su un comparto considerato strategico per il Paese.