L’Europa sta affrontando una sfida cruciale per la propria sicurezza: la necessità di incrementare drasticamente la produzione locale di missili intercettori, riducendo la dipendenza dalle forniture statunitensi ormai sature.
Il “gap” produttivo e la lezione del conflitto
Il Commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, ha evidenziato una discrepanza allarmante tra la domanda bellica e le capacità industriali attuali:
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Fabbisogno Ucraino: Circa 2.000 missili Patriot all’anno.
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Consumo in Medio Oriente: Durante i primi cinque giorni del conflitto israelo-americano contro l’Iran, sono stati impiegati circa 800 missili.NSM è ANCHE SU WHATSAPP
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Capacità USA: La produzione statunitense si attesta attualmente su soli 750 missili Patriot l’anno.
Questi numeri, si apprende da Defence Newsl rendono evidente che gli Stati Uniti non possono soddisfare contemporaneamente le esigenze proprie, quelle dei partner in Medio Oriente e quelle degli alleati europei.
Le alternative europee: SAMP/T e non solo
L’unica vera alternativa continentale al sistema Patriot è il SAMP/T, frutto della collaborazione franco-italiana attraverso il consorzio Eurosam (Thales e MBDA).
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Il sistema è già impiegato in Ucraina, con nuove unità aggiornate (SAMP/T NG) previste per la consegna entro la fine del 2026.
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Altre eccellenze europee includono l’Iris-T (Diehl Defence), il Nasams (Kongsberg) e il MICA (MBDA), sebbene con gittate inferiori rispetto ai sistemi a lungo raggio.
La sfida della “Guerra di Logoramento”
L’amministratore delegato di MBDA, Éric Béranger, ha sottolineato come l’industria europea stia uscendo da trent’anni di “dividendo della pace” per adattarsi a una nuova realtà di produzione su vasta scala.
“Non basta avere scorte, dobbiamo essere in grado di resistere a una guerra di logoramento”, ha dichiarato Béranger, confermando che la produzione dei missili Aster aumenterà del 50% entro il 2026 rispetto ai livelli del 2022.
Verso un’architettura di sicurezza comune
Kubilius è attualmente impegnato in un tour strategico presso i principali poli industriali della difesa (PGZ, Mesko, MBDA, Diehl, Saab) per coordinare gli sforzi della Commissione Europea. L’obiettivo è replicare il successo del programma UE del 2023 per le munizioni, applicandolo ora ai sistemi complessi di difesa aerea.
La NATO, per voce del Segretario Generale Mark Rutte, sostiene questa linea, esortando gli alleati a potenziare del 400% le proprie capacità di difesa missilistica per colmare la vulnerabilità russa, specialmente contro i missili balistici.