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Il SIULM è intervenuto al tavolo negoziale presso il Dipartimento della Funzione Pubblica dedicato al rinnovo del contratto 2025-2027 del personale militare contrattualizzato, ribadendo una posizione chiara: il sindacato non intende assumere atteggiamenti pregiudizialmente contrari, ma chiede modifiche sostanziali affinché l’accordo possa realmente rispondere alle esigenze del personale delle Forze Armate.

Nel corso dell’intervento del Segretario Generale del SIULM è stato riconosciuto il valore della scelta del Governo di aver stanziato le risorse economiche prima ancora della scadenza del precedente contratto, una decisione definita significativa e meritevole di apprezzamento.

Allo stesso tempo, la proposta avanzata dal SIULM di non procedere a una chiusura affrettata della trattativa ha trovato un primo importante riscontroil rappresentante della Funzione Pubblica ha infatti comunicato che proporrà al Ministro l’opportunità di proseguire il negoziato, aprendo così la strada a ulteriori margini di miglioramento del contratto.

Un contratto che deve valorizzare la specificità militare

Il SIULM ritiene che il rinnovo contrattuale non possa limitarsi a replicare modelli già adottati per altri comparti senza tenere conto delle peculiarità proprie dello status militare.

Nel corso del confronto è stato ricordato come esistano differenze ordinamentali ed economiche rispetto ad altri Corpi dello Stato, differenze che impongono una riflessione autonoma e non una semplice trasposizione di soluzioni già adottate altrove. Basti pensare che il personale militare percepisce un importo pensionabile significativamente diverso rispetto agli altri comparti e che le Forze di polizia dispongono anche di strumenti di contrattazione ulteriori.

Per questa ragione il SIULM ritiene indispensabile che il contratto riconosca concretamente la specificità della professione militare, evitando soluzioni uniformi che non tengano conto delle peculiarità ordinamentali e funzionali delle Forze Armate.

Il SIULM riconosce i passi avanti ma chiede di proseguire

L’intervento ha voluto anche evidenziare che negli ultimi mesi alcuni segnali positivi sono arrivati.

Il SIULM ha richiamato l’avvio dei tavoli tecnici promossi dallo Stato Maggiore, l’attenzione crescente verso alcune figure professionali particolarmente penalizzate, come il personale sanitario, le aperture registrate sul tema dell’edilizia residenziale pubblica e i primi riscontri ottenuti sulle problematiche segnalate riguardanti infermieri e medici militari.

Per il SIULM questi risultati dimostrano che il dialogo istituzionale produce effetti concreti e rappresentano la conferma della scelta di perseguire una linea improntata alla collaborazione e non allo scontro permanente.

Previdenza dedicata: il tema che non può più essere rinviato

Il punto centrale dell’intervento del Segretario Generale del SIULM ha riguardato ancora una volta la previdenza dedicata.

Pur riconoscendo lo stanziamento dei 90 milioni di euro successivo all’incontro svoltosi presso la Presidenza del Consiglio, il SIULM ritiene che sia arrivato il momento di assumere un impegno politico preciso.

Per questo il Segretario generale del SIULM ha rivolto un appello diretto al Presidente del Consiglio affinché incontri le organizzazioni sindacali militari e assuma pubblicamente l’impegno ad inserire nella prossima legge di bilancio le risorse necessarie per realizzare finalmente una previdenza dedicata per il personale militare.

Si tratta della principale riforma strutturale attesa dal personale e di un tema che non può più essere rinviato.

Più tempo per un accordo migliore

Nel corso del tavolo è stata inoltre avanzata una riflessione sull’opportunità di non accelerare artificialmente la conclusione del negoziato.

Il SIULM ritiene infatti preferibile proseguire il confronto fino alla fine dell’anno, con l’approvazione della prossima legge di bilancio, verificando concretamente la possibilità di reperire ulteriori risorse economiche da destinare al personale militare.

L’obiettivo non deve essere quello di chiudere rapidamente la trattativa, ma quello di consegnare ai militari un accordo realmente più equo e più soddisfacente.

Una posizione che ha trovato un’immediata apertura da parte della delegazione della Funzione Pubblica.

La Funzione Pubblica apre alla proposta del SIULM

La richiesta avanzata dal SIULM di non chiudere frettolosamente il rinnovo contrattuale ha trovato un primo, significativo riscontro nel corso del confronto odierno.

Secondo indiscrezioni raccolte in ambienti ministeriali, la proposta avanzata dal SIULM sarebbe stata accolta con interesse e rientrerebbe tra le ipotesi attualmente oggetto di approfondimento.

Si tratta di un passaggio di particolare rilievo, perché dimostra che proposte serie, argomentate e orientate all’interesse del personale possono incidere concretamente sull’andamento della trattativa.

L’esito del confronto conferma come un’azione sindacale fondata su competenza tecnica, proposte sostenibili e dialogo istituzionale possa incidere concretamente sull’evoluzione della trattativa nell’interesse del personale militare.

Interventi immediati senza nuovi stanziamenti

Oltre alla necessità di reperire ulteriori risorse economiche, il SIULM ha evidenziato l’esigenza di valorizzare alcune categorie del personale che oggi continuano a svolgere attività particolarmente gravose senza un adeguato riconoscimento economico.

Tra queste figurano il personale automobilista, gli operatori antincendio, i turnisti autocompensanti ed altre professionalità che meritano una maggiore attenzione.

Tuttavia, l’esiguità delle risorse oggi disponibili non consente di sviluppare adeguatamente tali interventi nell’ambito dell’attuale negoziato. Il Segretario Generale SIULM ha inoltre richiamato la necessità di garantire il pasto dopo sei ore di servizio e di elevare da 5.000 a 10.000 euro il limite previsto per lo svolgimento delle attività extraprofessionali.

Per quanto riguarda il FESI, il SIULM ha avanzato una proposta concreta di modifica normativa: elevare dal 20% al 40% la quota dei fondi derivanti dagli stanziamenti relativi al CFI e al CFG destinata ad alimentare il Fondo per l’Efficienza dei Servizi Istituzionali.

Una misura che non richiederebbe nuove risorse, ma una diversa disciplina di ripartizione delle somme già stanziate e che consentirebbe di incrementare di circa 450 euro annui lordi il beneficio economico destinato a ciascun militare.

Si tratta di una proposta che avrebbe il pregio di garantire un vantaggio economico generalizzato a tutto il personale, rafforzando il principio di equità e valorizzando concretamente il contributo quotidiano fornito dalle donne e dagli uomini delle Forze Armate.

Il SIULM: “Pronti a firmare, ma servono risposte”

Il SIULM ha concluso il proprio intervento ribadendo di non essere il sindacato del “NO” a prescindere.

L’obiettivo resta quello di sottoscrivere un contratto che rappresenti un reale passo avanti per il personale militare. Tuttavia, nelle condizioni attuali, il testo non viene ritenuto sufficiente.

La disponibilità alla firma resta quindi subordinata all’introduzione di modifiche concrete, a partire dall’impegno sulla previdenza dedicata, dal pieno riconoscimento della specificità militare, da una revisione delle principali misure economiche e ordinamentali e dall’accoglimento delle proposte formulate nel corso del confronto.

Per il SIULM il tempo impiegato per costruire un contratto migliore non rappresenta un ritardo: rappresenta un investimento nella dignità professionale delle donne e degli uomini delle Forze Armate.

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